Tensione nel Pd sull’elezione della capogruppo alla Camera. Madia contro la Serracchiani.

ROMA – Alta tensione nel Pd sull’elezione della capogruppo alla Camera. Dopo la scelta caduta su Simona Malpezzi al Senato, nelle prossime ore i dem saranno chiamati a scegliere il sostituto di Delrio a Montecitorio. Una corsa a due tra Marianna Madia e Debora Serracchiani, ma non sono mancate le frecciatine all’interno del partito.

Madia: “Una competizione ripiombata nel gioco di accordi trasversali”

Tensione che viene confermata da una lettera scritta da Marianna Madia ai deputati del Pd. “Una competizione – si legge nella missiva, riportata da La Repubblica che è ripiombata nel gioco di accordi trasversali ed è diventata una vera e propria cooptazione smascherata. E’ stato proprio Delrio a chiedermi di mettermi in gioco con la mia candidatura insieme a quella della mia amica stimata Debora Serracchiani. Però da arbitro di una competizione da lui proposta si è fatto promotore di una delle due candidate, trasformando ai miei occhi un confronto libero e trasparente in una cooptazione mascherata […]“.

Partito Democratico
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La difesa di Debora Serracchiani

Immediata la replica di Debora Serracchiani: “L’autonomia è stata la cifra della mia storia personale e politica, e anche quando sono stata a qualcuno l’ho fatto lealmente, condividendo idee e mantenendo libertà di giudizio. A questo mio piccolo patrimonio tengo molto, perché autenticità e schiettezza sono miei valori che porto in dote al mio partito e offro ai miei colleghi deputati. Quindi spero che, se mai ombre o equivoci possano aver sfiorato Marianna, siano subito dissipati. Confrontiamoci senza ipoteche e senza retropensieri sapendo che ognuna rappresenta se stessa e che ogni collega del gruppo deciderà in piena libertà“.

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