Centrodestra, Meloni in ritardo e Salvini va via. Poi la precisazione: “Nessuna tensione, solo un imprevisto”

Centrodestra, Meloni in ritardo e Salvini va via. Poi la precisazione: “Nessuna tensione, solo un imprevisto”

Piccole tensioni nel Centrodestra. Meloni in ritardo a Milano, Salvini va via. Ma entrambi i leader smentiscono le ricostruzioni.

ROMA – Prime e piccole tensioni nel Centrodestra. Nonostante le smentite da parte dei diretti interessati, Salvini e Meloni sono sempre più distanti anche per le ultime decisioni prese dal Governo. Il leader della Lega in un incontro a Milano ha deciso di non aspettare la sua ‘collega’ con il vertice che, almeno secondo le informazioni, è stato rinviato solamente di qualche ora.

La presidente di Fratelli d’Italia e il numero uno del Carroccio dovrebbero chiudere la campagna elettorale a Roma nella giornata di venerdì 1 ottobre 2021. Evento che dovrebbe vedere la presenza anche di Tajani.

Il giallo sulle parole di Berlusconi

L’altro giallo che ha sicuramente caratterizzato la giornata sono state le parole di Berlusconi a La Stampa. Il leader di Forza Italia, almeno secondo una prima ricostruzione, avrebbe risposto con un “non scherziamo” alla domanda su Meloni o Salvini premier.

Le dichiarazioni sono state immediatamente smentite dall’ex premier anche se il quotidiano torinese ha detto di avere in mano delle prove. Su questa vicenda presto ci potrebbero essere importanti novità e la tensione all’interno del Centrodestra non sembra finire.

Silvio Berlusconi

Divisione dopo le amministrative?

Le tensioni all’interno del Centrodestra iniziano a diventare importanti e non si esclude una divisione dopo le amministrative soprattutto in caso di una debacle alle urne. Il weekend del 3-4 ottobre sicuramente si candida ad essere fondamentale per la coalizione soprattutto in città come Roma, Napoli, Torino e Milano, forse le grandi città che determineranno anche le prossime politiche.

Una vittoria, che sembra al momento non scontata, potrebbe far rientrare eventuali tensioni. In caso contrario non si escludono delle fratture all’interno della coalizione con Salvini e Berlusconi da una parte e Giorgia Meloni da un’altra.