Terremoto ad Amatrice, il punto sulla ricostruzione

Il punto sulla ricostruzione a tre anni di distanza dal terremoto di Amatrice e del Centro Italia. I lavori procedono tragicamente a rilento.

In occasione del terzo anniversario del terremoto ad Amatrice, i riflettori si sono riaccesi sul Centro Italia mostrando l’avanzamento dei lavori a tre anni di distanza dalla tragedia. La ricostruzione è lenta se non addirittura ferma, i paesi sono rimasti immobili, come se gli orologi si fossero fermati in quella dannata notte.

Il terremoto nel Centro Italia

L’inferno ha inizio alle ore 3.36 del 24 agosto 2016, quando una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 6.0 gradi della scala Richter colpisce l’Abruzzo, il Lazio, le Marche e l’Umbria. Il bilancio è quello di una strage: 299 morti e oltre 360 feriti. Purtroppo si tratterà solo della prima di una lunga serie di scosse di terremoto che interesseranno la zona nei mesi a seguire.

Amatrice
Fonte foto: facebook.com/Internazionale/photos/

Terremoto ad Amatrice, la ricostruzione

La macchina della solidarietà si mette subito in moto. Tutta l’Italia è al fianco delle vittime e dei superstiti, persone che hanno perso tutto. Una casa, gli affetti. Tutto. Superato il primo impatto e scemato il clamore mediatico, il Centro Italia deve fare i conti con i tempi burocratici e quelli della diplomazia.

Di fatto la macchina della ricostruzione si mette in moto solo nel 2018, quando il governo in carica nomina Piero Farabollini Commissario Straordinario alla ricostruzione per le zone colpite dal terremoto. È il terzo a ricoprire questo incarico dopo Vasco Errani e De Micheli.

Il lavoro svolto a tre anni dalla tragedia è insufficiente e non rispetta le promesse e le aspettativa. Basti pensare che ancora nell’agosto del 2019 devono essere rimosse ancora diverse macerie, mentre quasi ottocentomila tonnellate di detriti deve ancora essere smaltita. Di fatto il panorama dei paesi colpiti dal sisma è rimasto tragicamente immutato o quasi.

ultimo aggiornamento: 25-08-2019

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