Terremoto Volkswagen: è scandalo emissioni

Motori diesel truccati: è scandalo emissioni per il gruppo Volkswagen dopo le accuse dell’Epa e le dichiarazioni dell’amministratore delegato Martin Winterkorn

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Oggi, 21 settembre 2015, è il lunedì nero del gruppo Volkswagen in borsa: a Francoforte si sono registrate perdite che vanno oltre il 20 per cento. E non finisce certo qui: dalle colonne del Wall Street Journal si parla di sanzioni per circa 18 miliardi e del ritiro dal mercato di 500mila automobili.
Ma partiamo dall’inizio: prima di tutto i fatti. O meglio le accuse, quelle rivolte dall’Epa (Eviromental Protection Agency), l’agenzia per la protezione ambientale statunitense, alla Casa di Wolfsburg, rea di aver montato intenzionalmente sui veicoli diesel un software in grado di modificare i dati relativi alle emissioni delle macchine. Un meccanismo per abbattere drasticamente le emissioni automaticamente proprio durante le fasi di test.

E oltre al tonfo in borsa, a far umore sono state anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn. Che proprio questa mattina ha dichiarato: «Sono personalmente e profondamente dispiaciuto per aver tradito la fiducia dei nostri clienti e del pubblico». Scuse alle quali si è aggiunta la massima disponibilità da parte di tutto il gruppo a collaborare con istituzioni e agenzie preposte per verificare tutti gli aspetti del caso.

Intanto un portavoce della Casa ha fatto sapere che sono già state bloccate le vendite delle vetture diesel quattro cilindri dei brand Audi e Vw negli Stati Uniti. I modelli toccati dallo scandalo emissioni Volkswagen (Passat, Jetta, Golf, Beetle, Audi A3) rappresenterebbero il 23 per cento delle vendite di Volkswagen negli Stati Uniti in agosto.

Dopo gli Stati Uniti è poi la volta di Berlino, il cui Governo si è già mobilitato per chiedere alle case automobilistiche le informazioni necessarie ad accertare che non siano coinvolte nello scandalo emissioni. Dal portavoce del ministro dell’Ambiente tedesco, Andreas Kueble, le dichiarazioni suonano in modo molto perentorio: «Ci aspettiamo dalle case produttrici informazioni affidabili, in modo che la Federal Motor Transport Authority o Kba possa indagare se manipolazioni analoghe si siano verificate in Germania o in Europa».