Il racconto di un pentito: “Da FdI soldi ad un clan di Latina in cambio dei voti”. Giorgia Meloni, “È partita la macchina del fango”.

Scoppia il caso intorno a FdI dopo le confessioni di un pentito, secondo esponenti del partito di Giorgia Meloni avrebbero dato soldi al clan in cambio dei voti. Stando a quanto riferito da la Repubblica, il pentito avrebbe fatto sapere che esponenti di Fratelli d’Italia avrebbero pagato migliaia di euro ad un gruppo di origine rom. Soldi in cambio dei voti. Giorgia Meloni respinge le accuse parla di macchina del fango contro l’unico partito di opposizione.

Un pentito: “Da FdI soldi a un clan di Latina in cambio dei voti”

La testimonianza, portata alla luce da la Repubblica, è quella di Agostino Riccardo, che parlando di fronte ai pm dell’antimafia ga fatto sapere che FdI avrebbe fatto avere al clan Travali di Latina 35.000 euro circa in cambio di voti per Pasquale Maietta.

“A Latina Maietta disse alla Meloni che c’era bisogno di pagare i ragazzi presenti per la campagna elettorale e la Meloni rispose: Dì a questi ragazzi che ne parlino con il mio segretario. Quindi, il segretario ci prese in disparte e ci disse: Senza che usiamo i telefoni diamoci un appuntamento presso il Caffè Shangrila a Roma. E all’incontro successivo ci diede la busta del pane con dentro 35 mila euro. Poi, salutandoci, ci disse: Mi raccomando, io non vi conosco. Non vi ho mai dato niente…”, è la testimonianza riportata da il Corriere della Sera.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Maietta respinge le accuse

Maietta respinge tutte le accuse e mette in dubbio l’attendibilità del pentito che ha fatto il suo nome in questa storia senza ombra di dubbio spinosa.

“Questo Riccardo, con cui non ho mai avuto niente a che fare, è lo stesso che raccontò ai magistrati che io, da presidente del Latina, andai a Milano al calciomercato a comprare giocatori con una valigia piena di 5 milioni di euro. Ma vi pare che i calciatori si acquistino così?”

Lo stesso Maietta conferma poi che i nomadi effettivamente vengono pagati per l’affissione di manifesti, ma si tratta di accordi apolitici, manovalanza a basso costo.

Poi se mi dite che i nomadi, che a Latina sono integrati, vengono chiamati così come tanti altri cittadini non abbienti per attaccare manifesti elettorali, io dico che è possibile. Ma lo fanno per tutti i partiti, di destra e di sinistra. E a pagarli sono i candidati di tasca propria”.

Giorgia Meloni, “È partita la macchina del fango”

Anche Giorgia Meloni respinge le accuse e parla di macchina del fango contro l’unico partito di opposizione sul panorama politico italiano. Ovviamente le dichiarazioni del pentito andranno verificate dagli inquirenti e dalle autorità competenti.


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