Thomas Bricca, spunta la matrice razzista nell’attentato

Thomas Bricca, spunta la matrice razzista nell’attentato

Emerge una nuova indiscrezione sul caso Thomas Bricca: un giovane 20enne ha riferito che l’attentato sarebbe accaduto per motivi raziali.

Continuano le indagini sul caso di Thomas Bricca, il 19enne colpito alla testa da un protettile durante una maxi rissa. Durante il pomeriggio del 1° febbraio il giovane è deceduto: precedentemente i medici lo avevano dichiarato deceduto clinicamente. 

Il registro degli indagati

Sul caso della sua morte risultano iscritte nel registro degli indagati quattro persone. La vicenda si è svolta ad Alatri: al culmine di una maxi rissa avvenuta in una piazza, davanti ad un bar, due persone sono giunte a bordo di uno scooter ed hanno aperto il fuoco contro i presenti. Uno dei proiettili ha colpito alla testa il giovane Thomas Bricca, ferendolo a morte. 

Polizia

Sarebbe emersa un’indiscrezione secondo la quale l’aggressione in cui è morto il giovane Thomas avrebbe una matrice razzista. Ne ha parlato attraverso la sua pagina Instagram Omar, un ragazzo di 20 anni. Secondo quanto riferito dal giovane, sarebbe dovuto essere lui il bersaglio.

La matrice raziale

Nei giorni scorsi il 20enne ha anche raccontato la sua storia agli inquirenti. Le sue parole in un post sulla sua pagina Instagram: “Ve la dico io la verità: è nato tutto per razzismo, se non moriva Thomas moriva un altro ragazzetto, è nato tutto per una ca… ata, perché loro sono schifosi…”

Sarebbe quindi Omar l’obbiettivo dei malintenzionati che hanno esploso i colpi nella piazza di Alatri. Il giovane ha riferito agli inquirenti che, con molta probabilità, gli aguzzini hanno sbagliato il colpo a causa dell’abbigliamento indossato dalla vittima: un giubbotto bianco, uguale a quello di Omar.

La denuncia del giovane: “Non c’erano motivi seri. Sabato in 7 persone hanno picchiato un ragazzo egiziano perché ha risposto in arabo. L’hanno pestato davanti a tutti, famiglie e bambini. Io già sabato avevo fatto denuncia, invece la denuncia non la potevo fare. Dovete passare lunedì, mi hanno detto, è la legge italiana, aspettiamo lunedì. Ci potevate stare voi, un cugino, un padre, qualsiasi altra persona. Non possiamo fare vendetta, dobbiamo aspettare giustizia, la vogliamo allora giustizia. Sapete la storia, sapete tutto, nelle telecamere di tutta Alatri che si vede tutto”.