Torino-Inter, la conferenza stampa di Luciano Spalletti

La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Torino-Inter, match valido per la ventunesima giornata della Serie A

L’Inter vuole tornare al successo dopo il pari interno con il Sassuolo, ma per farlo dovrà superare il Torino che nel match di andata è riuscito a fermare i nerazzurri sul pari, rimontando il doppio svantaggio. In vista del match tra granata e nerazzurri in programma per domani allo stadio ‘Grande Torino’, l’allenatore nerazzurro Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa pre partita. Ecco le parole dell’allenatore toscano.

La settimana si è sviluppata in maniera più che corretta, anche perché ce l’avevamo tutta a disposizione per mettere a punto tutto. Se poi ci si riferisce al mercato, è un periodo che non mi dà niente, ma che mi toglie sempre qualcosa, soprattutto quando si affrontano partite di questa difficoltà. Metterci altre attenzioni mi toglie qualcosa in funzione del mio lavoro, per l’attenzione che bisogna mettere. Per quanto riguarda i piccoli contrattempi, durante una settimana ce ne sono diversi. C’è chi ha la febbre, chi ha la botta in allenamento, chi è affaticato. Se poi queste bischerate, che succedono giornalmente, qualcuno le fa diventare una cosa grave, è differente. Ce ne sono di tutti i tipi tutti i giorni, e non si possono raccontare tutte. Voi nelle interviste serali vi viene dettagliato tutto, ma funziona così”.

“Cambi in società? Mi fa piacere ci siano prospettive importanti e che la società voglia sempre cercare di organizzare una squadra più forte perché se lo merita la storia, il tifoso in generale. I nostri tifosi sono molti e gli vanno date risposte importanti per una squadra sempre più forte”.

C’è il momento in cui si prende tutto il meglio, altri di difficoltà, ma sono cose che nel lungo periodo succedono. Io non mi aspetto di più solo da alcuni giocatori, io ragiono sempre di squadra. Il fatto che si vogliano creare delle dipendenze è un giochino che va accettato ma dentro non funziona. Non si dipende da un calciatore solo per fare risultato o arrivare in Champions. Poi è chiaro che è tutto in base a delle potenzialità che può mettere in campo. Ognuno di noi cerca di fare il meglio ogni mattina, poi c’è la volta che metti il 110% e la volta che dai l’80% o il 50%, ma tutti devono creare i presupposti per un’Inter forte. E’ un gioco di squadra”.

Secondo me Icardi sta facendo un gioco che riguarda le sue qualità, le sue caratteristiche. Gli si chiede di mettere qualcosa di più per essere più forte e completo. Lui dà la disponibilità per portare queste cose nel suo bagaglio, poi a volte ci riesce e altre no. Ma quel che sta facendo è perfettamente in sintonia con le sue qualità e il suo valore. Come si è detto ci sono cose che ti riescono meglio e dei momenti in cui va tutto per il verso giusto. Non ho molte cose da appuntare ai calciatori, al di là del fatto che nell’ultima prestazione abbiamo fatto qualcosa di meno di quel che possiamo”.

“Il Torino è costruito in maniera importante dal punto di vista fisico. Hanno uno sviluppo di gioco che spesso passa da duelli fisici fatti di forza. Sotto l’aspetto della ‘garra’ dobbiamo metterci qualcosa di più perché non è la nostra caratteristica ma poi bisogna essere pronti a contrastare dentro le gare e se passa un momento in cui si lotta e si va di continuo da questi rimbalzi bisogna saperlo fare e portare la gara dove ci piace più a noi. Ma loro sono forti, bravi, hanno un allenatore forte, una squadra forte, un club forte. Mazzarri sa tutta la storia ed è molto simile a me come costruzione professionale perché è partito da niente ed ha allenato in giro per il mondo”.

“E’ normale che in dei momenti di mercato si parli di Perisic perché è forte. Si parla di quelli che hanno quelle qualità. Di chi non ha possibilità di richieste non si parla. E’ uno che tutti vogliono avere in squadra, ma poi devono esserci numeri che supportano quel ragionamento. Il calciatore sa qual è la sua professione, perché qualche anno lo ha passato. Quindi ci si aspetta da lui che continui a farlo quel che deve fare. Tentando di metterci qualcosa in più, tornando a quel discorso per cui chi è forte si aspetta che di qualcosa in più rispetto a un giocatore normale”.

Con Zaza e Belotti sono due punte, Iago Falque io l’ho avuto ed è uno completo. Sa fare tutto. E’ con Zaza che la situazione può cambiare a livello tattico e di impatto offensivo perché lui ha fisicità e con Belotti ti crea quel volume sui centrali difensivi che è abbastanza imponente. Bisognerà vedere se noi riusciremo a fare quel che vogliamo e quindi tenere la palla più lontana dalla nostra area”.

“Lo conoscete tutti Cedric. Sapete anche della situazione di Vrsaljko, delle limitazioni UEFA. Ora sta facendo delle valutazioni, lui con il club e con l’Atletico stanno valutando cosa sia meglio per il calciatore”

Politano? Abbiamo cercato di no affaticare il muscolo, quando ci sono queste situazioni non chiarissime il day by day diventa importante, aggiornarsi sempre sulle condizioni. Lo dobbiamo valutare anche noi, siamo tutti molto fiduciosi sul fatto che sarà a disposizione. Poi, sarà più difficile impiegarlo per 90′, vedremo“.

“Dalbert è il più forte di tutti, nessun problema. E’ un calciatore di grandissimo livello. Ha giocato poco, colpa mia, ma ne abbiamo altri forti. In quel ruolo abbiamo possibilità di esibire una forza completa. Per il futuro è uno di quelli sui quali puntiamo“.

“Turnover? Bisogna fare dei ragionamenti legati ai giorni che distanziano le partite e dalle risposte che avremo domani. Se contro il Torino non avremo problemi valuteremo poi cosa fare”.

Godin? Di che parliamo, addirittura sorpassiamo questo mercato per andare al prossimo? Questo ragionamento qui dal mio punto di vista non è corretto farlo. Io ho a che fare con dei calciatori che ascoltano quello che si dice, ci sentono tutti quando facciamo la conferenza stampa. Non guardano solo le risposte, ma sentono anche le domande“.

La difesa a 3 è una cosa possibile, con il Torino all’andata siamo scesi in campo così. Dipende un po’ dalle caratteristiche di chi si ha a disposizione e da quanto sia 3-4-3, 3-4-1-2 o 3-5-2 e basta, o anche 5-3-2. Io non ho mai visto nessuna squadra forte a livello europeo che gioca col 3-5-2. Però se poi i 3 sono larghi e i centrocampisti sono offensivi occupando i lati della linea difensiva avversaria a tentare di sgranarla in maniera orizzontale allora va bene. E noi riutilizzeremo questo modo di giocare, perché noi abbiamo già dei centrali forti. Ranocchia e Miranda, in questo senso, possono darci un contributo, compreso D’Ambrosio. Godin ci dica lei quello che sa fare”.

ultimo aggiornamento: 26-01-2019

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