Un attacco russo a Kryvyi Rih, città natale del presidente Zelensky, ha causato almeno 18 morti, inclusi 9 bambini. I dettagli del caso.
Nel cuore dell’Ucraina di Zelensky, in una delle zone fino a oggi considerate relativamente sicure, la guerra ha mostrato nuovamente il suo volto più crudele. Da oltre due anni, il conflitto tra Russia e Ucraina ha colpito città, villaggi e infrastrutture, ridisegnando la vita quotidiana di milioni di persone. Sebbene gli attacchi siano ormai una drammatica routine, alcuni eventi scuotono in modo particolare l’opinione pubblica nazionale e internazionale.

Un attacco improvviso nel cuore dell’Ucraina
In queste settimane, le tensioni sono tornate a salire e, come spesso accade, a pagarne il prezzo sono i civili. I missili non distinguono obiettivi militari da aree residenziali, e ogni esplosione lascia dietro di sé macerie, feriti e vite spezzate.
Nel primo pomeriggio del 4 aprile, missili russi hanno colpito la città di Kryvyi Rih, nel centro dell’Ucraina. Non si tratta di una città qualunque: è la città natale del presidente Volodymyr Zelensky, un dettaglio che rende l’attacco ancora più simbolico e scioccante. Secondo le autorità locali, i missili hanno centrato una zona residenziale, provocando incendi e distruzione in un’area dove si trovavano parchi giochi e abitazioni civili.
Mentre Mosca ha dichiarato che l’obiettivo era un raduno militare, l’esercito ucraino ha smentito questa versione definendola “completamente falsa”, affermando che l’attacco ha colpito esclusivamente civili. A supporto di questa tesi, ci sono le immagini delle case devastate e le testimonianze dei soccorritori che hanno estratto corpi dalle macerie per tutta la notte.
Le vittime: bambini tra le macerie
La notizia più devastante è arrivata solo in serata: almeno 18 persone sono morte, tra cui nove bambini. Un neonato di appena tre mesi è stato ricoverato in ospedale insieme ad altri 30 feriti, mentre oltre 50 persone hanno riportato lesioni. Le squadre di emergenza hanno lavorato per ore per spegnere gli incendi e soccorrere i feriti.
Il presidente Zelensky ha chiesto una reazione più forte da parte dell’Occidente: “Tutte le promesse russe finiscono con missili, droni, bombe o artiglieria. La diplomazia non significa nulla per loro”, ha dichiarato.
L’attacco a Kryvyi Rih segna una delle giornate più buie dell’anno in Ucraina, mostrando ancora una volta come in questa guerra nessun luogo possa dirsi al sicuro.