Trump: “Gerusalemme è la capitale d’Israele, ora la pace”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso l’indignazione della comunità palestinese, dichiarando Gerusalemme capitale d’Israele.

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Fuoco e fiamme su Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato Gerusalemme capitale d’Israele. Una decisione che ha provocato, come riferito dall’Ansa, le dure reazioni di gran parte della comunità internazionale, dalla Francia all’Onu, passando ovviamente per Hamas. Nel pomeriggio a Gaza sono andati in scena diversi cortei di protesta. Il presidente palestinese Abu Mazen ha ordinato alla delegazione diplomatica del proprio paese di lasciare Washington, sottolineando come Gerusalemme sia la capitale eterna dello Stato di Palestina.

Trump: “Gerusalemme è capitale d’Israele

Il presidente statunitense ha dichiarato: “È il momento di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele. Non si può continuare con formule fallimentari. La scelta di oggi su Gerusalemme è necessaria per la pace. Gerusalemme deve restare aperta a cristiani, musulmani ed ebrei. La pace in Medio Oriente è necessaria per espellere il radicalismo. Farò tutto ciò che è in mio potere per un accordo di pace israelo-palestinese che sia accettabile per entrambe le parti. E gli Stati Uniti continuano a sostenere la soluzione dei due Stati. Non possiamo risolvere la questione mediorientale con il vecchio approccio, ne serve uno nuovo. Dio benedica gli israeliani, Dio benedica i palestinesi“.

Le reazioni alla scelta di Trump

Una presa di posizione così decisa ha ovviamente suscitato diverse reazioni. Per Netanyahu, premier israeliano, la decisione di Trump è un passo importante verso la pace, oltre un atto giusto, coraggioso e storico. Diverso il parere di Abu Mazen, che sottolinea come la decisione vada contro gli accordi internazionali. Una conferma indiretta arriva dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres: “Solo realizzando la visione di due Stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte“. Condanne severe anche da parte di Egitto e Turchia.