Durissimo commento di Donald Trump sull’Ucraina e Volodymyr Zelensky, “fatto fuori” dopo alcune dichiarazioni sulla Russia e i rapporti con gli Usa.
Si inasprisce il rapporto tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il presidente americano, irritato dalle reazioni di Kiev all’accordo con Vladimir Putin sulle esportazioni di diesel e dal mancato stop agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, ha chiesto apertamente un cambio ai vertici dell’Ucraina. Una presa di posizione durissima, arrivata prima di un comizio elettorale in Tennessee.

Trump scarica Zelensky e chiede nuovo leader per l’Ucraina
“Zelensky avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori, è giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente”, ha dichiarato Trump. Poi ha aggiunto: “Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo”. Il presidente americano ha inoltre precisato che Zelensky “può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie”.
Le parole del tycoon sono state accolte con entusiasmo da Kirill Dmitriev, inviato presidenziale russo e negoziatore, che su X ha definito la situazione “iconica e storica”, pubblicando una copertina del Time con il volto di Zelensky e la scritta “The Endgame”.
Il motivo degli attriti e le prime reazioni
Al centro della disputa c’è la richiesta americana che Kiev interrompa unilateralmente gli attacchi agli impianti energetici russi. Trump ritiene infatti che queste operazioni contribuiscano all’aumento dei prezzi dell’energia negli Stati Uniti, un tema particolarmente delicato in vista delle elezioni di metà mandato, che secondo i sondaggi si prospettano difficili per i repubblicani.
La svolta nei rapporti tra Washington e Mosca sarebbe maturata durante una telefonata tra Trump e Putin, durata un’ora e mezza e descritta dal presidente americano come “molto intensa e amichevole”. L’intesa sul diesel, in cambio dello stop alle sanzioni, ha provocato forti critiche da parte ucraina ed europea. Nei negoziati con Kiev e i partner europei, riuniti a Miami, Washington avrebbe anche minacciato di interrompere la condivisione delle informazioni di intelligence con l’Ucraina.
Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di debolezza e ha denunciato i bombardamenti russi su Zaporizhzhia, dove cinque bombe guidate hanno colpito edifici residenziali. Il bilancio finale è stato di 20 morti e 18 feriti, tra cui tre bambini uccisi. Dopo aver ricevuto la solidarietà del presidente francese Emmanuel Macron, il leader ucraino ha chiesto “segnali forti” da Stati Uniti, Europa e altri alleati per limitare la capacità russa di fare la guerra.
Kiev, intanto, non sembra intenzionata ad assecondare le pressioni americane. Nella stessa giornata dell’accordo sul diesel, droni ucraini hanno provocato la chiusura degli aeroporti di Mosca, costringendo diversi aerei governativi russi, compreso quello di Putin, a dirigersi inizialmente verso San Pietroburgo.