Migranti: il problema dei fondi bloccati per la Tunisia

Migranti: il problema dei fondi bloccati per la Tunisia

Il piano per la Tunisia è una priorità del governo Meloni per frenare l’ondata migratoria mentre i fondi americani restano bloccati.

Il governo Meloni ha intenzione di agire in fretta per contrastare la bomba migratoria che sta per riversarsi sulle nostre coste, come allertato dai servizi di intelligence. Nel frattempo il Fondo monetario internazionale ha bloccato i fondi destinati alla Tunisia così come l’Ue. Per questo la premier nel Consiglio europeo di giovedì cercherà di convincere i paesi membri ad aiutare il paese africano e fermare l’esodo.

In un anno le partenze sono aumentate del 164% e le prospettive future segnano numeri ancora più alti. La Tunisia preoccupa costantemente l’Italia, ma anche tutto il resto d’Europa perché potrebbe esplodere da un momento all’altro a causa della profonda crisi economica e politica che sta travolgendo il paese e potrebbe inasprire la pressione migratoria.

Migranti

Il pressing dell’Italia per sbloccare i fondi e contrastare gli arrivi

L’argomento verrà affrontato dalla riunione dei ministri degli Esteri oggi a Bruxelles e sarà inserito in agenda anche per il Consiglio di giovedì e venerdì. Bisognerà trovare una soluzione perché al momento gli aiuti economici sono bloccati a causa della svolta autoritaria che ha preso il governo di Saied. Il Fmi aveva incitato la Tunisia a impegnarsi in una serie di riforme ma non c’è stata nessuna svolta in merito e i fondi mondiali restano bloccati.

L’Italia è in pressing su Tunisi affinché si impegni nelle condizioni dell’Fmi e ricevere i fondi. Ma non mancano le proteste sia dell’opposizione sia della popolazione per un possibile compromesso. Se Saied non abbandona la linea autoritaria i prestiti europei e internazionali finiranno di arrivare nelle casse di Tunisi per il controllo delle frontiere e questo potrebbe essere un problema per tutti. Per sciogliere l questione dei fondi americani il ministro degli Esteri Tajani ha in programma un colloquio telefonico con il suo omologo Blinken perché senza i fondi dell’Fmi la Tunisia rischia la bancarotta in pochi mesi.