Pestaggio in questura su 20enne: otto agenti sotto indagine
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Direttore: Alessandro Plateroti

Pestaggio in questura su 20enne: otto agenti sotto indagine

Pestaggio in questura su 20enne: otto agenti sotto indagine

I fatti risalgono allo scorso 5 ottobre: sette agenti sono indagati per violenza privata e un ottavo per non aver denunciato.

Orrore tra i corridoi dell’ufficio immigrazione della questura di Milano, dove un 20enne tunisino è stato picchiato brutalmente da sette agenti di polizia. Nei guai anche un’altra poliziotta, che avrebbe tenuto chiusa la bocca su quanto accaduto.

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Polizia

Il pestaggio in questura

Come riferisce Il Giorno, la vicenda risale allo scorso 5 ottobre, quando sette poliziotti hanno pestato un tunisino di 20 anni senza permesso di soggiorno, nei corridoi dell’Ufficio immigrazione della Questura di Milano.

A confermare l’accaduto, le immagini riprese dalle telecamere interne alla struttura, che mostrano il ragazzo al centro di una discussione accesa con un gruppo di agenti. Le volanti lo avevano prelevato per “essere trattenuto e poi condotto presso un centro di accoglienza in attesa di rimpatrio”.

Intorno alle 16.05, uno degli agenti si rivolge al tunisino in maniera aggressiva, per poi costringerlo a sedersi tirandogli uno schiaffo in faccia. Poi lo afferra per un braccio e lo trascina lungo il corridoio, mentre gli altri colleghi lo aiutano bloccando il 20enne e portandolo verso un’area non coperta dalla telecamera.

Indagati otto poliziotti

Quello che è successo dopo, lo ha raccontato lo stesso ragazzo ripercorrendo tutte le violenze subite in quella Questura di Milano. Secondo quanto dichiarato, sarebbe stato “colpito con calci e pugni all’addome e al torace”, mentre uno dei poliziotti gli sbatteva ripetutamente la testa contro il muro.

Dopo una segnalazione interna, sono iniziate le indagini contro otto poliziotti: sette di loro accusati di violenza privata aggravata dall’abuso di poteri e di “violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione”, mentre l’ottava poliziotta sarebbe indagata per non aver sporto denuncia o segnalato il fatto ai suoi superiori.

Dopo aver raccontato del tragico pestaggio agli inquirenti, il tunisino ha comunque deciso di non sporgere denuncia. La sua testimonianza però, con la formula dell’incidente probatorio, è stata resa utilizzabile come prova in un eventuale futuro processo. Nelle scorse settimane il 20enne è stato trasferito al Cara di Gorizia, dove ha presentato una richiesta di protezione internazionale.

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ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2023 18:53

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