Twitter blocca le inserzioni elettorali: "Possono influenzarei voti"

Twitter blocca le inserzioni elettorali, Facebook va avanti

Social e politica, Twitter blocca le inserzioni elettorali. Facebook va avanti (ma non per una questione economica): “Difficile stabilire dove tirare le linea”.

I social network entrano e gamba tesa nel mondo della politica dopo la decisione di Twitter di bloccare le inserzioni elettorali, considerate come uno strumento pericoloso perché difficilmente controllabile. La decisione ha sollevato polemiche nella politica statunitense e ha costretto gli altri social a fare una riflessione. Le conclusioni dei vertici di Facebook sono chiare: gli spot non saranno bloccati.

Twitter blocca le inserzioni elettorali: è difficile monitorare e verificare i contenuti dei messaggi

La pubblicità su Internet è incredibilmente potente e molto efficace per gli inserzionisti commerciali; ma questo potere comporta rischi significativi per la politica, dove può essere usato per influenzare voti che toccano la vita di milioni di persone“, ha scritto Dorsey innescando una discussione che ha diviso il mondo della politica e gli utenti dei social network.

Il nodo della questione è legato alla trasparenza. Di fatto Twitter non è in grado di garantire che a propaganda politica non veicoli messaggi falsi, faziosi o messaggi di odio.

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Il capo della campagna di Trump: “Una scelta stupida”

Dura la reazione di Brad Pasrscale, il capo della campagna di Donald Trump, che ha commentato la decisione di Twitter come una scelta davvero stupida: “Questo è l’ennesimo tentativo di silenziare i conservatori“.

Facebook prende le distanze da Twitter: “Anche io avevo pensato di togliere gli spot politici, ma è difficile stabilire dove tirare la linea”

Facebook ha deciso di non seguire l’esempio di Twitter. “Anche io avevo pensato di togliere gli spot politici, ma è difficile stabilire dove tirare la linea. Vogliamo veramente bloccare le inserzioni su temi importanti come il climate change o l’avanzamento sociale delle donne?“, ha dichiarato Zuckerberg. Il numero uno del grande social network ha poi voluto evidenziare come la sua scelta non sia figlia dell’aspetto economico: “Ci aspettiamo che per il prossimo anno i ricavi dalle inserzioni politiche siano pari allo 0,5% del nostro fatturato“.

ultimo aggiornamento: 01-11-2019

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