Uccise la moglie malata di Alzheimer, confermata condanna a sette anni

Firenze – Uccise la moglie malata di Alzheimer nel 2014, la Corte di Cassazione conferma la condanna a sette mesi e otto anni di reclusione. Respinta l’attenuante etica.

FIRENZE. È destinata a far discutere la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per il pensionato di Firenze che nel 2014 uccise sua moglie malata di Alzheimer. La donna aveva 88 anni.

Ampie correnti di pensiero contrastano l’eutanasia

Non è stata dunque concessa l’attenuante per aver agito spinto da motivi di particolare valore etico come chiesto dalla difesa. Per i giudici l’eutanasia non presenta ancora nella società ‘un generale apprezzamento positivo, anzi ci sono ampie correnti di pensiero che la contrastano“. Queste sarebbero le ragioni che imporrebbero di non concedere l’attenuante etica.

L’eutanasia è un caso da approfondire

Il verdetto della Corte di Cassazione arriva proprio nei giorni in cui Marco Cappato si sta difendendo in Tribunale dall’accusa di omicidio nei confronti di Dj Fabo. È evidente che i tempi impongano alle autorità competenti una seria valutazione su un caso che continua a dividere l’opinione pubblica tra chi reclama il diritto alla vita e soprattutto alla morte e chi invece pensa che questo diritto non possa essere dell’uomo.

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ultimo aggiornamento: 16-02-2018

Nicolò Olia

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