Condannato a 16 anni di reclusione Renato Vecchia, l’uomo che uccise sua madre con 23 coltellate: è stato riconosciuto seminfermo di mente.

Renato Vecchia, l’uomo che uccise sua madre inferendogli 23 coltellate, ha ottenuto il riconoscimento di seminfermo mentale. L’uomo è stato condannato a 16 anni di carcere. Sconterà la pena nella comunità Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese.

A stabilire la pena la corte d’assise di Ivrea, presieduta dal giudice Vincenzo Bevilacqua. Renato Vecchia, è un 46enne di San Benigno Canavese a Torino. Renato, la sera del 15 ottobre 2020, uccise sua madre, Ermanna Pedrini, una donna di 64 anni, all’interno della casa in cui i due abitavano insieme, in via Ivrea.

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La provvisionale di 30mila euro nei confronti dei figli minorenni

L’uomo ha ucciso sua madre con 23 coltellate in seguito ad un litigio per questioni di denaro. A sostenere l’accusa il pm Alessandro Gallo, che inizialmente aveva richiesto una condanna di 24 anni. Predisposta anche una provvisionale che ammonta a ben 30mila euro, nei confronti dei figli minorenni dell’uomo, che risultano essere anche nipoti della vittima. Il processo civile stabilirà successivamente l’ammontare della somma definitiva. A rappresentare i figli minori in aula l’avvocato Marco Stabile.

Polizia

Nel frattempo, in attesa che la provvisionale sia stabilita, la corte ha predisposto il sequestro di tutte le proprietà immobiliari di Renato Vecchia ed anche quelle ereditate dalla madre in seguito alla sua morte. L’uomo si sarebbe scusato per l’omicidio dicendo che quando ha commesso il delitto non era in sé.

A difendere Renato Vecchia gli avvocati Silvia Di Nunno e Calogero Piccadaci. Secondo quanto stabilito da una perizia, l’uomo risulta essere parzialmente infermo di mente. Ciò significa che era in grado di sostenere l’udienza. La corte aveva predisposto nei confronti dell’uomo gli arresti domiciliari, in quanto l’arresto avrebbe potuto scatenarne nuovamente la pericolosità sociale.

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ultimo aggiornamento: 30-06-2022


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