Ucraina, il crollo della diga è un disastro ambientale: ecco perchè

Ucraina, il crollo della diga è un disastro ambientale: ecco perchè

E’ stata annunciata ieri la distruzione della centrale fluviale di Kakhovka e già si parla di grave disastro ambientale. Ecco tutti i motivi.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di “disastro ambientale di distruzione di massa”, in riferimento al crollo della centrale idroelettrica di Nova Kakhovka, nel sud dell’Ucraina. Inondazioni e allagamenti stanno già colpendo i paesi attorno, ma le conseguenze sul lungo periodo non sono meno dannose.

Perchè il crollo della diga è un disastro: gli allagamenti

Costruita lungo il fiume Dnipro, la diga di Kakhovka era effettivamente una delle più grandi di tutta Europa: alta 30 metri, era in grado di contenere nel suo serbatoio 18 miliardi di metri cubi d’acqua. Ora che è stata distrutta, i rischi per la popolazione e l’ambiente sono molteplici.

La prima conseguenza è chiaramente l’allagamento delle zone circostanti, trasformate in palude. L’acqua sta già inondando le aree limitrofe, e si pensa che circa 42mila persone saranno costrette a lasciare le loro abitazioni, e forse anche i loro paesi nel lungo periodo. Si contano già parecchi morti e dispersi.

Per non parlare degli animali, inermi davanti alla forza dell’acqua. Come riportato da Fanpage.it, due parchi nazionali e la Riserva ucraina della biosfera del Mar Nero sono già stati danneggiati ampiamente.

Le acque sono contaminate

Una seconda conseguenza immediata è legata ai materiali impiegati per il funzionamento della diga: la centrale di Kakhovka era costruita con argilla, roccia e ghiaia, tutti detriti che verranno trascinati a valle dall’acqua. Non solo: la centrale impiegava circa 400 tonnellate di petrolio e lubrificanti per far funzionare le sue turbine, e, come annunciato da Zelensky, già 150 hanno contaminato le acque, dirette verso il Mar Nero.

La corrente porterà con sè anche altre sostanze dannose, come tutti i pesticidi utilizzati negli ampi terreni agricoli della zona. Per non parlare del rischio che diversi ordigni bellici, come le mine, vengano dispersi, causando rischi anche in centri considerati sicuri o anche fra anni.

Regioni rimarranno senza acqua: e la centrale nucleare di Zaporizhzia?

La diga di Nova Kakhovka era poi la fonte del sostentamento idrico di diverse regioni, tra cui anche la Crimea, che potrebbero perciò nei prossimi mesi rimanere senza acqua.

L’acqua proveniente dalla diga veniva impiegata anche per raffreddare i reattori della centrale nucleare di Zaporizhzia, il che ha generato subito allarme: in realtà, al momento la situazione sembra essere sotto controllo, grazie alla presenza di un bacino di emergenza, tuttavia nel lungo termine le conseguenze di questo disastro potrebbero evolvere.