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Ucraina-Russia, Zelensky: "Pronti a trilaterale ma sanzioni importanti"
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Ucraina-Russia, Zelensky: “Pronti a trilaterale ma sanzioni importanti”

Volodymyr Zelensky durante il suo discorso a Davos 2026

La volontà dell’Ucraina e del presidente Zelensky di dialogare e trovare una soluzione alla guerra con la Russia.

Da una parte la tregua a Oleshky che ha fatto sperare in una svolta tra Ucraina e Russia. Dall’altra l’attesa per un faccia a faccia decisivo e definitivo tra Zelensky e Putin che possa mettere fine alla guerra. In questo contesto, il leader ucraino ha aperto, ancora una volta, ad un trilaterale che possa effettivamente portare a qualcosa di concreto in questo senso.

Volodymyr Zelenskiy
Volodymyr Zelenskiy – newsmondo.it

Ucraina-Russia: Zelensky pronto a trilaterale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto disponibile a partecipare a colloqui trilaterali tra gruppi tecnici, ma chiede che il confronto porti a risultati concreti. Al centro della posizione di Kiev c’è anche il futuro delle sanzioni contro la Russia, che secondo il leader ucraino non devono essere eliminate prima di un eventuale accordo sulla fine della guerra. Parallelamente, resta aperta la questione delle forniture militari statunitensi, con l’Ucraina in attesa da quasi un mese di un’autorizzazione per acquistare missili destinati alla difesa aerea.

In alcuni messaggi pubblicati su X e Telegram, Zelensky ha sottolineato l’importanza delle misure restrittive imposte a Mosca. Il presidente ha chiarito di non voler arrivare a un incontro tra i leader di Ucraina, Stati Uniti e Russia dopo che tutte le sanzioni contro la Federazione Russa siano già state revocate. Le restrizioni, ha ricordato, sono state introdotte in risposta a un’aggressione e non possono diventare un semplice argomento di discussione. Per questo, un eventuale percorso verso la conclusione del conflitto dovrà prevedere una procedura precisa per la loro revoca.

Sul fronte diplomatico, la posizione ucraina si accompagna dunque alla richiesta di garanzie concrete, mentre proseguono i contatti con i partner internazionali. Il presidente russo Vladimir Putin, intanto, ha risposto alle accuse rivolte a Mosca per i disordini registrati in diversi Paesi europei. Secondo il leader del Cremlino, queste contestazioni dimostrerebbero «la debolezza e l’incapacità di alcuni dei loro leader di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo».

Kiev aspetta i missili Patriot e Nasams

Un altro nodo riguarda il rafforzamento della difesa aerea ucraina. Zelensky ha riferito di aver ricevuto aggiornamenti dai ministri della Difesa e degli Affari Esteri e dal comandante in capo delle forze armate sulla disponibilità di missili intercettori. Kiev sta cercando di ottenere forniture dagli Stati Uniti, dall’Europa e da altri partner che dispongono di scorte di missili Pac-2 e Pac-3.

Da quasi un mese, tuttavia, l’Ucraina attende l’approvazione del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth per l’acquisto di missili destinati ai sistemi Patriot e Nasams. Zelensky ha quindi incaricato il proprio gruppo di riaprire il confronto con la controparte americana. La questione sarà affrontata nei colloqui con Washington, mentre proseguono le trattative anche con altri Paesi per assicurare nuove forniture.

L’amministrazione Trump, secondo quanto riportato, non ha autorizzato il trasferimento di sistemi di difesa missilistica necessari a contrastare gli attacchi russi, in particolare per quanto riguarda gli intercettori Patriot.

Yurii Ihnat, responsabile delle comunicazioni del comando dell’aeronautica militare ucraina, ha inoltre sostenuto che Kiev avrebbe potuto disporre di scorte sufficienti per diversi anni se una parte consistente dei missili intercettori non fosse stata utilizzata in Medio Oriente. Una carenza che rende ancora più urgente, per l’Ucraina, ottenere nuove autorizzazioni e assicurarsi il sostegno dei partner internazionali.

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ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2026 17:32

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