Per l’Ue il prestito del Governo ad Alitalia di 900 milioni nel 2017 è illegale. I soldi vanno recuperati dalla vecchia compagnia.

BRUXELLES (BELGIO) – Per l’Ue il prestito del Governo ad Alitalia di 900 milioni di euro dato nel 2017 è illegale. Dopo le indiscrezioni e le smentite, Bruxelles ha confermato che i soldi vanno recuperati.

A seguito della nostra indagine approfondita – ha detto Margrethe Vestager riportato da La Stampa siamo giunti alla conclusione che due prestiti pubblici del valore complessivo di 900 milioni di euro concessi dall’Italia alla compagnia un vantaggio sleale rispetto ai suoi concorrenti, in violazione delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Gli aiuti illegittimi dovranno essere recuperati dall’Italia presso Alitalia, per contribuire a ripristinare condizioni di parità nel settore europeo dell’aviazione […]. I soldi dovranno essere recuperati dalle dismissioni della Compagnia e se non saranno sufficienti, la compagnia dovrà cessare ogni sua attività“.

Partenza in salita di Ita, Landini: “Il governo deve entrare in campo”

Continuano, intanto, le proteste dei sindacati. “Non abbiamo bisogno di pacche sulle spalle – ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini – ma un governo coinvolto […]. Non è accettabile pensare di risolvere i problemi licenziando e togliendo diritti. Il Governo deve entrare in campo e dal confronto al Mef deve partire il sui coinvolgimento della trattativa […]“.

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Maurizio Landini
Maurizio Landini

Castelli: “Per i dipendenti di Alitalia attiveremo un tavolo al Ministero del Lavoro”

All’incontro al Mef ha preso parte Laura Castelli, viceministra dell’Economia: “Ho sentito poco fa il ministro Orlando e mi ha garantito che la prossima settimana sarà attivato un tavolo al Dicastero del Lavoro. Come Mef, abbiamo ricevuto rassicurazioni dalla società Ita sul fatto che, nei prossimi giorni, convocherà nuovamente i sindacati, sulla base dei testi distribuiti, per proseguire le interlocuzioni relative all’assunzione del nuovo personale“. I contatti, quindi, proseguono in attesa di arrivare ad un accordo.


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