Arriva l’ultimatum di Gantz a Netanyahu: entro l’8 giugno il piano su Gaza

Arriva l’ultimatum di Gantz a Netanyahu: entro l’8 giugno il piano su Gaza

Benny Gantz lancia un ultimatum a Netanyahu: piano d’azione per Gaza entro l’8 giugno o lascerà il governo.

Il governo israeliano è scosso da nuove tensioni interne che minacciano di indebolire ulteriormente la posizione del Primo Ministro Benyamin Netanyahu, impegnato nella complessa operazione militare a Rafah. Benny Gantz, leader centrista e membro del governo di emergenza, ha lanciato un ultimatum chiaro: entro l’8 giugno, deve essere presentato un piano d’azione completo per Gaza o lui e il suo partito lasceranno l’esecutivo.

Un piano per Gaza o sarà addio al governo di Netanyahu

Durante una conferenza stampa, Gantz ha richiesto un piano in sei punti che includa la smilitarizzazione di Gaza e la creazione di una direzione politica che coinvolga Stati Uniti, Unione Europea e paesi arabi. “È essenziale vedere il quadro generale e agire di conseguenza“, ha dichiarato Gantz. Sottolineando la necessità di riportare gli ostaggi, abbattere Hamas e costruire una nuova governance per Gaza che escluda sia Hamas che Abu Mazen.

La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere: “Invece di lanciare un ultimatum a Hamas, Gantz lo fa a me“, ha dichiarato il premier. Criticando l’atteggiamento del suo alleato di governo.

Tensioni interne e proteste

Le tensioni non si limitano ai vertici governativi. Le strade di Tel Aviv sono teatro di proteste antigovernative, con la polizia che ha arrestato un manifestante accusato di creare disordini. Gli scontri tra polizia e manifestanti sono culminati con l’uso di cannoni ad acqua per disperdere la folla.

Intanto, la situazione umanitaria a Gaza si aggrava. Secondo l’UNRWA, sono ormai 800.000 i palestinesi in fuga da Rafah, quasi la metà della popolazione della Striscia. Gli aiuti restano insufficienti, nonostante le prime consegne tramite il molo temporaneo allestito dagli Stati Uniti. La comunità internazionale, con gli USA in prima linea. Sta esercitando pressioni su Israele affinché apra i varchi di terra per consentire un flusso maggiore di aiuti.

Sul fronte diplomatico, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, è in missione in Medio Oriente per cercare di prevenire un’escalation del conflitto. Dopo aver incontrato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, è atteso in Israele per colloqui con Netanyahu.

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