La situazione di conflitto sta determinando un cambiamento nel panorama geopolitico mondiale. A parlarne un politologo degli Stati Uniti.

In seguito allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, si segna la fine del lungo periodo di pace dell’occidente dalla caduta dell’Urss. Il conflitto continua da mesi, creando disagio e destabilizzazione nella società. L’inflazione dilaga ed ilo mercato è in crisi. Secondo il politologo Usa Francis Fukuyama, “Una soluzione a breve termine non porterà la pace. La Russia deve pagare un prezzo alto”.

E continua: “La democrazia liberale, minacciata dentro e fuori sta realizzando di non essere più la forma definitiva di governo nel mondo”. Secondo il politologo statunitense, l’occidente deve “Concedere, per interesse, ai propri rivali strategici leve economiche che possano poi essere usate come armi politiche”.

E spiega ancora: “Dopo la caduta del comunismo, ci siamo compiaciuti della pace e della prosperità di cui stavamo godendo e nell’Europa orientale un’intera generazione è potuta crescere senza conoscere direttamente la dittatura. Il problema è che non abbiamo considerato che prima o poi avremmo dovuto difendere questo nostro modo pacifico di vivere. L’invasione dell’Ucraina da parte di Putin è stata un campanello d’allarme per tutti noi”.

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Il dibattito tra dittatura e democrazia

Il politologo parla della situazione di conflitto tra dittatura e democrazia, fortemente accentuata dal clima di guerra. “Il mondo si sta dividendo in blocchi, ma in modo diverso dalla Guerra Fredda. Non contano più le vecchie divisioni tra destra e sinistra, ma lo scontro tra dittatura e democrazia, contrapposizione più sul piano politico-valoriale che economico. Nonostante alcune catene di approvvigionamento strategiche, è probabile che il sistema finanziario si allontanerà dalla dipendenza esclusiva dal dollaro americano”.

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Le divisioni politiche all’interno della società

Nelle prese di posizione politiche, spiega, “L’opposizione al liberalismo non è necessariamente correlata a chi sostiene o meno le sanzioni alla Russia: alcuni dei critici più duri delle democrazie liberali sono al loro interno, come negli Stati Uniti o in Europa. A destra, il liberalismo economico classico si è evoluto nel neoliberismo che ha portato l’economia di mercato all’estremo e ha prodotto un mondo globalizzato diseguale e instabile. Cosa che poi ha innescato reazioni populiste, sia a sinistra che a destra. A sinistra, invece, l’individualismo liberale si è evoluto nella politica dell’identità, in cui la disuguaglianza è vista come basata su razza, etnia, genere o orientamento sessuale. Ciò ha prodotto fratture profonde nelle società e una reazione da parte dei gruppi maggioritari già affermati che hanno visto minacciato il proprio predominio”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 02-07-2022


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