Una Corte d’appello USA dichiara illegali i dazi di Trump: la reazione del presidente
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Direttore: Alessandro Plateroti

Una Corte d’appello USA dichiara illegali i dazi di Trump: la reazione del presidente

Donald Trump

La Corte d’appello USA dichiara “i dazi di Trump sono in gran parte illegali”. Il Presidente in carica attacca la decisione.

Una recente sentenza di una Corte d’appello statunitense ha messo in discussione il cuore della politica commerciale del Presidente in carica Donald Trump, dichiarando che i suoi dazi sono in gran parte illegali. Si tratta di una decisione che potrebbe avere conseguenze politiche, economiche e costituzionali significative.

Come riportato da ansa.it, la Corte ha affermato: “La legge conferisce al presidente un’autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un’emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste azioni include esplicitamente il potere di imporre tariffe, dazi o simili, o il potere di tassare”. La legge in questione è la International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, che Trump ha utilizzato per giustificare l’imposizione di tariffe su beni importati.

Tuttavia, secondo la sentenza, “sembra improbabile che il Congresso, emanando l’Ieepa, intendesse discostarsi dalla sua prassi passata e concedere al presidente un’autorità illimitata per imporre dazi”. La Corte sottolinea inoltre che “la legge non menziona i dazi (o alcuno dei suoi sinonimi) né prevede garanzie procedurali che contengano chiari limiti al potere del Presidente di imporre dazi”.

Donald Trump in tribunale
Donald Trump – newsmondo.it

Trump risponde alla Corte: “Una decisione che distruggerebbe gli Stati Uniti”

Il Presidente Trump ha reagito duramente alla sentenza, definendo la Corte “di parte”. Sulla piattaforma Truth ha scritto: “una corte d’appello di parte ha erroneamente affermato che i nostri dazi dovrebbero essere rimossi, ma sa che alla fine gli Stati Uniti d’America vinceranno”.

Trump ha poi lanciato un avvertimento chiaro: “Se questi dazi venissero mai eliminati, sarebbe un disastro totale per il Paese. Ci renderebbe finanziariamente deboli e dobbiamo essere forti”. E ha aggiunto: “Gli Stati Uniti non tollereranno più enormi deficit commerciali e dazi doganali e barriere commerciali non tariffarie ingiuste imposte da altri Paesi, amici o nemici, che minano i nostri produttori, agricoltori e tutti gli altri”.

La conclusione del suo messaggio è stata inequivocabile: “Se lasciata in vigore, questa decisione distruggerebbe letteralmente gli Stati Uniti d’America”.

Il Presidente ha anche invocato la Corte Suprema, affermando: “Ora, con l’aiuto della Corte Suprema degli Stati Uniti, li useremo a beneficio della nostra Nazione e renderemo l’America di nuovo ricca, forte e potente!”.

Newsom attacca: “Trump viola la legge ogni giorno”

Il governatore della California, Gavin Newsom, non ha risparmiato critiche. In un post su X ha ironizzato: “Se è un giorno che finisce con la lettera y, è un giorno in cui Trump viene trovato colpevole di aver violato la legge!”.

In una nota ufficiale, Newsom ha affermato: “Trump è il più grande fallito d’America”, sottolineando che “le vere vittime sono i cittadini comuni, che continuano a subire gli effetti delle sue politiche economiche fallimentari”.

Ha poi accusato il Presidente: “mentre Trump giocava a golf o pubblicava post notturni su Truth Social”, l’economia nazionale in forte crescita è diventata stagnante in tempi record”.

Secondo i dati forniti dallo Stato, i dazi imposti da Trump farebbero perdere oltre 64.000 posti di lavoro solo in California, che è stato anche il primo Stato a intentare una causa legale per bloccarli, già il 16 aprile.

La sentenza, approvata con sette voti favorevoli e quattro contrari, non solo mette in dubbio la legittimità dei dazi ma potrebbe costringere l’amministrazione a rimborsare miliardi di dollari. Per ora, le tariffe restano in vigore fino al 14 ottobre, in attesa di un ricorso alla Corte Suprema, già annunciato dal Presidente. Nel frattempo, la battaglia legale continua, con forti implicazioni per il commercio globale e la futura definizione dei poteri presidenziali.

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ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2025 9:12

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