Usa, Trump ammette: “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi”

Il presidente americano: “Nonostante la caccia alle streghe, i numeri dell’economia e del lavoro sono ottimi“.

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Il caso Russiagate continua a far discutere negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha quest’oggi ammesso di essere indagato attraverso una serie di tweet mattutitini, riportati dal Messaggero: “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi da parte dell’uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi! Caccia alle streghe!“. Il riferimento del tycoon è ovviamente a James Comey, da lui silurato lo scorso 9 maggio, e al vicesegretario alla Giustizia, Rod Rosenstein. Trump ha quindi continuato: “Dopo sette mesi di indagini e udienze della commissione sulla mia ‘collusione con i russi’, nessuno è riuscito a mostrare una sola prova. Triste! I ‘fake media’ detestano quando uso quello che si è dimostrato il mio potente account social media con più di cento milioni di persone! Posso aggirarli“.

Trump: “L’entusiasmo sta salendo

Nonostante la caccia alle streghe che sta avvenendo in America, i numeri dell’economia e del lavoro sono ottimi. La regulation scende, il lavoro e l’entusiasmo salgono“, ha preguito Trump. Oltre al presidente sarebbe sotto indagine anche suo genero e consigliere, Jared Kushner. Nel mirino delle autorità alcune sue operazioni finanziarie e imprenditoriali non chiarissime. Non a caso già alcune settimane fa, quando erano venute alla luce possibili implicazioni nella vicenda Russiagate di Kushner, lo stesso genero di Trump era stato costretto a lasciare in anticipo l’Italia insieme alla moglie Ivanka. In particolare, sarebbe un incontro di Kushner con l’ambasciatore russo Sergej Kislyak ad essere finito nel mirino degli inquirenti. Nell’occasione infatti l’imprenditore avrebbe proposto all’ambasciatore di instaurare un canale di comunicazione diretto e segreto tra la Casa Bianca e il Cremlino.