La holding bolognese Unipol ha chiuso il primo semestre con un utile maggiore dello stesso periodo del 2020. Per i soci sbloccata la cedola del 2019.

MILANO – Unipol ha chiuso il primo semestre dell’anno con utili consolidati pari a 652 milioni di euro. Nello stesso periodo dello scorso anno il risultato era stato pari a 617 milioni. I premi – come si legge in una nota della holding – sono ammontati a 6,6 miliardi di euro, in crescita del 7,4%, di cui 3,9 miliardi nel danni, in linea con lo scorso anno, e 2,6 miliardi nel vita (+21%).

Unipol, risultati positivi

Sul risultato netto hanno inciso positivamente i 138 milioni di euro (22 milioni nel 2020) derivanti dal consolidamento pro-quota del risultato di Bper Banca, a sua volta influenzato da partite contabili straordinarie conseguenti all’acquisizione degli sportelli di Ubi. Il Solvency ratio consolidato di gruppo si attesta al 216%, che scenderà al 212% dopo il pagamento del dividendo 2019. A spingere la crescita nel ramo vita, dove i profitti ante imposte sono saliti da 14 a 111 milioni di euro, è stato soprattutto il canale della bancassicurazione con Bper, con Arca Vita che ha segnato una raccolta diretta di 1.165 milioni, in crescita dell’84,5%. Di contro, si è ridotta la redditività del settore danni, che ha visto l’utile ante imposte scendere da 810 a 618 milioni nonostante un contributo di 68 milioni derivante da Bper. Pesa sull’andamento una ripresa dei sinistri dopo il crollo registrato nel 2020 a seguito del lockdown.

Sbloccata la cedola del 2019

Il cda della compagnia ha inoltre convocato per il primo ottobre l’assemblea dei soci, proponendo la distribuzione di un dividendo di 0,28 euro per azione, riferito all’esercizio 2019 e fino ad ora congelato su richiesta dell’Ivass a causa dello scoppio della pandemia di Covid 19.

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