Vaccini Covid, le Regioni al Governo: “Superare le incertezze che stanno creando difficoltà alla campagna”.

ROMA – Vaccini Covid, il nuovo appello delle Regioni al Governo. I governatori hanno chiesto al ministro Speranza e al commissario Arcuri di “superare le incertezze che stanno creando difficoltà all’andamento della campagna“.

Una richiesta, come riportato da TgCom24, arrivata dal coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Icardi, al ministro Speranza.

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe

L’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe si è soffermato anche sull’efficacia dei vaccini in Italia. “Sulla base dei dati pubblicamente disponibili al momento – si legge nel report – possiamo dire che i casi tra gli operatori sanitari si sono ridotti del 64,2%: dai 4.382 rilevati nella settimana 13-9 gennaio, quando è stata avviata la somministrazione delle seconde dosi, ai 1.570 della settimana 3-9 febbraio“.

Presupponendo che le modalità di screening periodico degli operatori sanitari non siano state modificate – il commento di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – questa netta riduzione è verosimilmente effetto della somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di vaccino in questa categoria di popolazione“.

Vaccino
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Cartabellotta: “Accelerare le forniture vaccinali”

Dati che hanno portato il presidente Cartabellotta ad avanzare delle richieste al nuovo esecutivo: “Il nascente Governo dovrà affrontare immediatamente questioni chiave per la gestione della pandemia. Oltre alla necessità di accelerare le forniture vaccinali per mettere al sicuro persone anziane e fragili, occorrerà arginare la circolazione delle nuove varianti. In tal senso, con la riapertura dei confini regionali prevista per il prossimo 15 febbraio e un’Italia quasi tutta gialla rischiamo un’impennata dei contagi con conseguente saturazione degli ospedali, nonostante il potenziamento del sequenziamento virale e i lockdown mirati. Servono decisioni tempestive perché la corsa del virus e delle sue varianti non rallenta certo per una crisi di governo“.

Riapertura dei confini che, almeno secondo le ultime indicazioni, non ci dovrebbe essere fino al 22 febbraio o al 5 marzo.


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