Dovremmo vaccinarci per evitare una nuova pandemia di vaiolo delle scimmie? Ecco le parole dell’esperto Massimo Galli.

Il vaiolo delle scimmie sta avanzando significativamente in tutta Europa. La paura è quella di una seconda pandemia nel giro di neanche tre anni rispetto all’inizio del Covid. In molti, tra i virologi più affermati d’Italia, stanno facendo le loro previsioni rispetto al nuovo virus che potrebbe diventare un problema serio per la salute degli europei. Dal primo cluster spagnolo, non è passato nemmeno un mese, e i casi già salgono vertiginosamente. Ma bisognerà vaccinarsi? Sentiamo cosa dice il virologo Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

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Le parole di Galli

Bisognerà vaccinarsi per sfuggire al vaiolo delle scimmie? “Non credo che si debba arrivare a tanto, allo stato attuale dei fatti”. Queste le parole rassicuranti di Massimo Galli, a SkyTg24. Dopo che la Francia ha deciso di far partire una campagna vaccinale per i contatti a rischio e per il personale sanitario, Galli decide di voler “una volta tanto dare un messaggio ottimistico. Ma non sulla base delle mie semplici sensazioni, bensì considerando di che cosa stiamo parlando”.

Coronavirus Covid
Vaiolo delle scimmie

Galli ritiene che i rapporti costi-benefici legati ad una possibile campagna vaccinale, “in questo momento e per questo virus, siano molto aleatori. Non tali da spingere per ora a una scelta di questo genere”. Il virologo ha inoltre asserito quanto segue. “Stiamo parlando di un virus a Dna, un orthopoxvirus che come tale cambia molto meno rispetto a quello che fa un virus a Rna” come il Covid. Inoltre, il vaiolo delle scimmie “ha delle modalità di diffusione certo importanti, ma non tali da metterci nella condizione di pensare a breve termine a un’epidemia diffusa in maniera generalizzata. Certo non bisogna prendere la cosa sottogamba e bisogna considerarla bene”.

“Quello che va fatto – dichiara Galli – è una buona, sana, vecchia operazione di contenimento epidemiologico, nella speranza che ciò che ci avrebbe dovuto insegnare la pandemia sia utile per poter fare questa volta, avendone il tempo e le modalità, un’azione di contenimento. Ricordiamoci – conclude Galli – che siamo di fronte a una malattia che ha una letalità molto bassa, almeno in Occidente.

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ultimo aggiornamento: 25-05-2022


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