Valentino Rossi: due GP in una settimana

Valentino Rossi, non molla, torna ad essere il combattente di sempre. Ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Il verdetto venerdì al momento di scendere in pista a Valencia.

Venerdì sapremo se il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna accoglierà il ricorso di Valentino Rossi contro la decisone dei commissari FIM che il 25 settembre per il contatto con Marc Marquez nel Gran Premio di Sepang, in Malesia, gli inflissero una penalizzazione che lo relega a partire ultimo nell’ultimo GP della stagione a Valencia.

Il TAS in questa prima fase si limita semplicemente ad accettare o rifiutare il ricorso in base alle prove (in questo caso i video) che scagionerebbero il campione di Tavullia, aprendo una procedura di accertamento dei fatti che porterebbe ad emettere un definitivo giudizio sull’accaduto nell’arco dai tre mesi a un anno.

Se il ricorso sarà accolto, Valentino Rossi potrà gareggiare a Valencia senza alcuna penalizzazione e quindi partire dalla posizione conquistata in base ai tempi ottenuti in qualifica. In caso contrario scatterà invece dall’ultima fila. Qualora, pur accettando il ricorso del pilota, i giudici del supremo tribunale sportivo ritenessero alla fine corretta la penalizzazione inflitta dai commissari di Sepang, la penalizzazione sarebbe applicata soltanto dal primo GP raggiungibile della prossima stagione.

Per Valentino Rossi si apre quindi una settimana di passione. In pratica è chiamato a correre due GP: il primo con la giustizia sportiva che gli vorrebbe tarpare le ali nella più importante corsa della sua carriera alla conquista del decimo titolo mondiale. Il secondo, in pista, nella tana dei giovani leoni della velocità spagnoli, desiderosi di scalzarlo dal trono per prenderne il posto.

La posta in gioco non è mai stata così alta, persino il Presidente della Federazione Internazionale di Motociclismo, il venezuelano Vito Ippolito, si è sentito in dovere di intervenire inviando ai piloti e ai team una lettera dove fa appello a tutti perché nell’ultima gara di Valencia i piloti combattano sulla pista nel pieno rispetto delle regole e del fair play.

Vada come vada è in ogni caso un peccato che l’atmosfera avvelenata di Sepang aleggi su uno, se non il più bel campionato del mondo da quando è stata istituita la MotoGP. Il permissivismo di un tempo quando tutto era concesso era eccessivo e senz’altro pericoloso per l’incolumità dei piloti in pista, ma ritengono che, come spesso accade, si sia passati dall’anarchia allo Stato totalitario.

Le regole se applicate, come nel caso di Sepang, con troppa rigidità finiscono per mortificare lo sport anziché esaltarlo. I commissari dei miei tempi avrebbero dato una “tirata d’orecchie” ai due “discoli” e tutto sarebbe finito lì. Ma oggi i maestri che “tirano le orecchie” vengono denunciati e i piloti che si toccano durante un violento duello e finiscono per terra corrono dal giudice.

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ultimo aggiornamento: 01-11-2015

Enzo Caniatti

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