Valentino Rossi parte ultimo: gara ad alto rischio

Valentino Rossi parte ultimo. I commissari Fim, prima, i giudici, poi, hanno pasticciato. Risultato, scegliendo di penalizzarlo in nome del rispetto della sicurezza hanno creato i presupposti per una gara ad alto rischio.

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Non voglio tornare sui fatti di Sepang, le polemiche e gli strascichi, ma piuttosto mettere in risalto un aspetto che, non capisco perché, è finito sotto traccia: le conseguenze della decisione dei giudici, ovvero la partenza in ultima fila di Valentino Rossi. Detto così può strappare un “ma che sarà mai! Se riesce a rimontare a sufficienza bene, se no perderà il titolo”.

Errore. Far partire un top rider come Valentino Rossi in ultima fila, sapendo già che dovrà correre non soltanto al 100, ma al 110 per cento delle sue capacità, è una sciocchezza foriera di pericolosi rischi non soltanto per il pilota, ma per tutti quelli che si troverà davanti, obbligato a superare per conquistare un titolo che ritiene, a torto o a ragione, scippato da una sentenza che non ha nulla a che vedere con lo sport e i valori in pista.

I commissari Fim a Sepang avevano tutti gli strumenti per valutare, mentre la gara era in corso, se il comportamento di Rossi era da ritenersi scorretto. In tal caso avevano facoltà di sanzionarlo immediatamente. Infliggendoli secondi di penalità, retrocedendolo in classifica o ancora obbligandolo al ride through, ovvero ad attraversare la pit lane a 60 km/h prima di unirsi di nuovo ai rivali, o peggio fermarlo esponendo la bandiera nera. Tutti provvedimenti legittimi in nome del violato rispetto da parte di Rossi della sicurezza in pista.

Mi fa un po’ specie che si sia invece scelta la sanzione che di fatto espone Rossi e gli altri piloti a un rischio esponenzialmente maggiore e che i giudici del TAS non si siano resi conto di questo ed abbiano avvalorato l’operato dei commissari.

Valentino Rossi è nettamente più veloce della media dei piloti che domenica si troverà davanti. La sua Yamaha è un missile che viaggia a oltre 300 km/h. Poco probabile che abbia tempo e voglia di chiedere strada con le buone maniere. Ogni sorpasso espone lui e il potenziale avversario a un rischio non valutabile.

È giusto pretendere dai piloti in pista sicurezza e fair play, ma è altrettanto importante che chi detta le regole non commetta, come in questo caso, l’errore di punire una scorrettezza pericolosa introducendo una componente di rischio ben maggiore, in una gara che già di per sé era ed è ad altissima tensione.