Ministra Valeria Fedeli, è bufera per “bugie sulla laurea”

Il nuovo governo Gentiloni travolto dal primo “scandalo”: la neo ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, non è laureata.

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Sta sollevando un vero polverone la nomina di Valeria Fedeli a ministra dell’Istruzione. Difatti, a quanto si può leggere nella sua biografia, caricata sul suo sito personale, la Fedeli ha come titolo di studio più elevato un “diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS”.
La laurea in Scienze Sociali, sta di fatto, è stata introdotta solo anni dopo, ovvero nel 2000. Insomma, il suo sarebbe niente più che un diploma per assistenti sociali.

Le giustificazioni

La notizia ha scatenato feroci polemiche. Le accuse di aver mentito sulla laurea sono piovute da ogni parte, mentre c’è chi parla di una contraddizione in termini (si presuppone che un ministro dell’Istruzione sia laureato).
Lei si è difesa:

“Perché all’epoca, alla fine degli anni Settanta, non esisteva la laurea triennale come è oggi, e oggi quel diploma sarebbe appunto equiparato a una laurea triennale. Questo è tutto un caso montato ad arte da chi mi contrasta per le teorie sul gender”.

Gender

La Fedeli è stata in effetti attaccata da molti esponenti politici per le sue teorie sul gender. Alessandro Pagano di Lega dei popoli – Noi con Salvini è stato il più diretto:

“Il Pd ha gettato finalmente la maschera e si pone contro la libertà di educazione dei nostri figli e contro le famiglie. Mi chiedo cosa diranno adesso gli alleati centristi, quale imbarazzo, fino a che punto saranno disposti a digerire qualunque cosa pur di non dare la parola ai cittadini. È chiaro ormai che sono complici della sinistra e del disegno del Pd”.

Lo staff della Fedeli ribadisce invece che la ministra non ha nulla contro la famiglia, ma che ha attenzione verso i diritti e la parità di genere, “in linea con le convenzioni internazionali che attribuiscono alla scuola un ruolo educativo su queste tematiche”. Adinolfi ha chiesto le dimissioni della ministra.

Resta il suo messaggio per inaugurare il suo ministero:

“Onorata di ricoprire un ruolo così importante per il Paese. Lavorerò per una scuola di tutte e di tutti. La scuola è il luogo dove si costruisce il futuro dell’Italia, è una responsabilità che cercherò di assolvere con impegno e dedizione, ascoltando e coinvolgendo le migliori forze di quel mondo: gli studenti, i genitori, i lavoratori ed i loro rappresentanti. C’è tanto da fare, da domani sarò al lavoro, ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni per la fiducia.”