Variante Delta Covid, ora i bambini sono a rischio

Variante Delta Covid, ora i bambini sono a rischio

Covid, il nuovo allarme in concomitanza con l’inizio della scuola: la variante Delta corre tra i bambini. Le loro ‘difese naturali’ potrebbero non bastare più.

La variante Delta del Covid corre tra i bambini: nelle ultime settimane i casi sono aumentati in maniera considerevole e ovviamente lo scenario non è dei migliori se consideriamo che siamo ormai arrivati all’inizio del nuovo anno scolastico. L’ipotesi di molti esperti è che quella risposta immunitaria ‘innata’ dei bambini possa non essere più sufficiente e che quindi anche i più piccoli siano effettivamente a rischio.

Covid, la variante Delta corre tra i bambini

È presto per poter fare un bilancio credibile e realistico della situazione, ma nel corso dei giorni sta prendendo piede il sospetto che il sistema immunitario dei bambini ora sia meno efficiente contro la variante Delta del Covid, che inizia a correre anche tra i più piccoli.

L’ipotesi è che i bambini siano stati meno colpiti dal Covid per la loro risposta immunitaria innata. Il timore però è che con il tempo e con le mutazioni questa difesa naturale possa venire meno o comunque possa essere meno solida.

Soffermandoci ai dati a disposizione, al momento non ci sono elementi per dire che la variante Delta del Covid sia più aggressiva nei bambini. Ma è anche vero che negli Usa si registra un considerevole aumento dei casi. Non solo. Negli Stati Uniti aumentano anche i ricoveri di bambini contagiati. È evidente che per quanto riguarda l’Italia un’indicazione arriverà solo dopo l’inizio del nuovo anno scolastico.

Coronavirus

La diffusione della variante Delta e la somministrazione della terza dose di vaccino

L’allarme arriva quando ormai siamo all’inizio del nuovo anno scolastico. Il timore è che i bambini possano fare da super-diffusori. I bimbi più piccoli sono spesso affidati ai nonni o comunque trascorrono molto tempo con i nonni, che aiutano i genitori impegnati ad esempio con il lavoro. E gli anziani, come noto, sono soggetti a rischio per i quali è prevista la somministrazione della terza dose di vaccino. Ma non prima di dicembre, realisticamente. E quindi per i prossimi mesi cosa si fa? Sostanzialmente si spera che le due dosi di vaccino garantiscano un livello di protezione sufficiente fino alla somministrazione della terza dose.