Preoccupa la variante Delta Plus del Covid: attenzione alle mascherine che si indossano. E l’Antitrust chiude l’istruttoria su U-Mak.

In Italia si monitora con particolare attenzione la diffusione della variante Delta Plus, la mutazione della variante Delta del Covid. Ovviamente l’aumento dei contagi in Gran Bretagna preoccupa, ma la situazione non è paragonabile a quella italiana. È vero che In Gb la campagna di vaccinazione ha raggiunto livelli importanti ma è anche vero che nel Paese sono cadute tutte le restrizioni contro la diffusione del virus. In Italia quindi non è prevista una nuova ondata di contagi, a condizione che si rispettino le (poche) misure restrittive ancora in vigore, ovviamente.

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Il caso delle mascherine U-Mask e la diffusione della variante Delta plus

In Italia quindi non c’è allarme ma c’è la dovuta prudenza. E in questo contesto si pone la multa dell’Antitrust a U-Mask, società che produce mascherine chirurgiche.

L’Antitrust ha chiuso l’istruttoria nei confronti di U-Earth Biotech e di Pure Air Zone Italy comminando una sanzione da 450.000 euro per una campagna di comunicazione ingannevole e in grado di ingannare i consumatori su un tema particolarmente delicato come l’efficacia della mascherina e la sua capacità di proteggere dal virus.

La nota della società: “U-Earth non ha mai commercializzato mascherine dannose”

U-Earth non ha mai commercializzato mascherine dannose per la salute né ha mai ingannato, né inteso ingannare i consumatori. Anche per questi motivi, la Società contesterà le conclusioni raggiunte dall’Antitrust con il provvedimento odierno circa la comunicazione asseritamente ingannevole ai consumatori delle attività di promozione e vendita della U-Mask, e presenterà ricorso al TAR del Lazio per il suo annullamento, certa della correttezza del proprio operato e della piena conformità delle mascherine alla normativa di settore. Il TAR del Lazio, peraltro, si è espresso già a favore della Società, annullando il provvedimento del Ministero della Salute di ritiro dal mercato della mascherina“, si legge nel comunicato stampa diramato dalla società in seguito alla chiusura dell’istruttoria da parte dell’Antitrust.

Inoltre, quanto alla comparazione della U-Mask con le mascherine di tipo FFP2 e FFP3, si sottolinea che l’azienda non ha mai affermato che la mascherina avesse le stesse caratteristiche delle mascherine di tipo FFP2 o FFP3; anzi, ha sempre espressamente chiarito come la mascherina fosse registrata come semplice Dispositivo Medico di Classe 1 e non come DPI. La società ha soltanto inteso illustrare la migliore efficacia della U-Mask rispetto alle normali mascherine chirurgiche e le ulteriori specificità che ne caratterizzano le capacità di filtrazione e anti-proliferazione assente nei DPI usa e getta“, prosegue il comunicato.

“Inoltre, le qualità protettive della mascherina sono state oggetto di molteplici e comprovati test, svolti da autorevoli laboratori e soggetti certificatori terzi. In particolare, con riferimento alla contestata efficacia protettiva fino a 200 ore della mascherina, le performance della stessa sono state certificate da indagini specifiche svolte sempre da laboratori terzi e autorevoli come il Laboratorio Sana e il Laboratorio Microbe Investigations AG di Zurigo, specializzati in analisi su materiali antivirali. In merito all’asserita inesistente approvazione da parte del Ministero della Salute, si sottolinea che la U-Mask è stata sempre regolarmente registrata, termina la nota.

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Variante Delta Plus, la diffusione in Italia

E basta guardare alla Gran Bretagna e alla Russia per capire che il virus c’è ancora e continua a farsi sentire. Va detto che si tratta di due Paesi non paragonabili all’Italia per diversi motivi. In Gran Bretagna, come ricordato in apertura, le autorità hanno abolito tutte le restrizioni contro la diffusione del virus, cosa che in Italia non è avvenuta, e in Russia la campagna di vaccinazione stenta a decollare, mentre da noi le cose non vanno poi così male. In Italia quindi non si prevede una nuova ondata di contagi, a patto che si rispettino le misure in vigore e che non si prenda sotto gamba il virus. Anche diversi esperti ritengono che il Covid tornerà a farsi sentire anche in Italia. L’importante è limitarne gli effetti con il vaccino e con la prudenza.

Quale mascherina indossare

Nei luoghi chiusi e particolarmente affollati, nonostante il vaccino e nonostante la distanza di sicurezza, sarebbe preferibile indossare una mascherina di tipo FFP2, con una capacità protettiva superiore alle mascherine chirurgiche.

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ultimo aggiornamento: 23-10-2021


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