Coronavirus, focolai nelle scuole e più contagi tra giovani e giovanissimi: la variante inglese del Covid colpisce di più i bambini?

La nuova fase dell’emergenza coronavirus è rappresentata dalla lotta alle varianti e a fare notizia in questi ultimi giorni sono i focolai rintracciati nelle scuole e in generale i contagi di soggetti giovani, per lo più bambini, legati principalmente alla variante inglese. E la domanda all’ordine del giorno è una, sostanzialmente: la variante inglese del Covid contagia di più i bambini?

I focolai nelle scuole e i contagi tra i giovani e i giovanissimi

Nella fase dura dell’emergenza coronavirus, quindi nel corso della prima ondata, i bambini si sono ammalati pochissimo o comunque in pochissimi casi hanno manifestato sintomi gravi. In questa nuove fase invece proprio i bambini sembrano essere più colpiti. La sensazione è figlia delle ultime notizie, come ad esempio il focolaio rintracciato a Bollate, dove sono state contagiate 59 persone tra studenti e insegnanti.

Inoltre gli ultimi dati confermano un aumento dei casi tra i bambini. Aumento registrato soprattutto in alcune Regioni. Le stesse Regioni che stanno facendo i conti con la diffusione delle varianti del Covid. Un esempio su tutti, l’Umbria. La Regione ha istituito diverse zone rosse locali per piegare la curva che si è impennata per la diffusione delle varianti e ora rischia di finire in zona rossa. Proprio in Umbria è stato registrato un aumento dell’incidenza generalizzato, che coinvolge anche i bambini.

Coronavirus
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La variante inglese del Covid colpisce di più i bambini? Cosa sappiamo

Tornando alla domanda di apertura, una risposta arriva dall’Istituto Superiore di Sanità: in base alle informazioni e alle evidenze scientifiche a disposizione possiamo dire che i bambini non sono più colpiti dalle varianti, neanche dalla variante inglese del Covid che pure si diffonde con maggior facilità anche tra i più piccoli.

Anche in Gran Bretagna la situazione sembra smentire l’ipotesi secondo cui i bambini siano più colpiti dalla variante inglese.

L’aumento dei casi tra i giovani e i giovanissimi sarebbe quindi legato esclusivamente al fatto che le varianti, in linea generale, si diffondono con più facilità, quindi sono più contagiose.

Di seguito le risposte dell’Iss alle domande frequenti sulle varianti.


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