Pericolo variante Xe: a rischio anche i vaccinati

Pericolo variante Xe: a rischio anche i vaccinati

La nuova variante di Covid Xe spaventa ancora di più perché a rischio sono anche i vaccinati.

Della variante di Covid Xe ha parlato anche il professor Galli, il noto infettivologo. Secondo l’esperto sarebbe stato un errore togliere le restrizioni, e procedere sempre più verso una maggiore libertà con questi contagi. “Con la nuova sottovariante Xe i vaccinati, anche con tre dosi, sono a maggiore rischio di infezione e le persone anziane e fragili pure di malattia grave» sottolinea Galli.

Per Galli 140 morti al giorno sono inaccettabili, ed è inaccettabile non aver nessun controllo e nessuna restrizione su questo. Anche se non se ne parla molto a causa della guerra, il Covid non è scomparso né i contagi o i ricoveri. Gli scienziati invece si preoccupano per queste nuove sottovarianti Xi e Xj che colpiscono anche chi ha tre dosi di vaccino o chi è stato già infettato dalla malattia. Il maggior timore deriva dal fatto che queste due varianti si mescolino tra loro e generino un nuovo virus ancora più potente e in gradi di “bucare” i vaccini che ci hanno protetto dalla malattia finora.

Coronavirus Covid

La preoccupazione degli scienziati

Questa nuova variante Xe è molto più contagiosa anche di Omicron2. La sottovariante che si sta diffondendo rapidamente sembra in grado di scalzare sia Omicron 1 che Omicron 2. Inoltre, secondo alcuni scienziati, la variante Xe potrebbe essere nata proprio dalla fusione di queste due: Omicron 1 e Omicron 2. Per questo motivo, i vaccini potrebbero non proteggerci dal contrarre il virus ma fortunatamente sono ancora in grado di proteggerci dall’evoluzione grave della malattia.

Per gli esperti il mix delle due varianti Omicron avrebbe generato un virus quasi nuovo. Infatti, si sono registrati anche sintomi diversi a quelli a cui siamo abituati. Ad esempio le vertigini che potrebbero indicare un interessamento neurologico della malattia. La variante Xj sarebbe equivalente a Xe, le due sottovarianti sono state isolate a Reggio Calabria e Reggio Emilia e vengono analizzate dagli scienziati che cercano di capire la loro derivazione e diffusione.