Venezia, non si spengono le polemiche sul Mose. E spunta il sospetto di un danno erariale: le cerniere si starebbero corrodendo in fondo al mare.

Dopo il disastro di Venezia, la luce dei riflettori (e le polemiche) si sono spostati sul Mose, l’opera che avrebbe dovuto salvaguardare la città dalla furia dell’acqua alta. Invece non è entrato in funzione e dopo anni di scandali non ha svolto il suo lavoro.

Venezia, commissari del Mose sotto accusa

I commissari sono finiti sotto accusa. Secondo una buona parte del mondo della politica, i responsabili della struttura avrebbero dovuto accantonare la prudenza e attivare il sistema. Anche senza a autorizzazione e anche se il sistema non è completo. L’idea di fondo è che non avrebbe potuto fare danni. Nella peggiore delle ipotesi avrebbe potuto limitarli. Questa è almeno l’idea che circola soprattutto in casa Movimento 5 Stelle.

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fonte foto https://twitter.com/Goldstein5s

Annullati i test di sollevamento

Scavando nella storia recente del Mose si scopre inoltre che non più tardi di una decina di giorni fa le autorità competenti hanno annullato i test di sollevamento. Molti si chiedono come mai un’opera costata cinque miliardi non sia stata attivata e ancora non sia pronta. Molte risposte arrivano purtroppo dalle pagine di cronaca, che portano alla luce troppe ombre sul caso.

Nelle ore successive alla tragedia è iniziato il classico scaricabarile all’italiana. I commissari sono finiti sotto accusa (sono strapagati, non hanno agito in maniera corretta, hanno sottovalutato il problema) e a loro volta hanno puntato il dito contro la politica e l’amministrazione (nessuno ha dato le autorizzazioni, la burocrazia è una zavorra che rallenta il completamento dell’opera). Insomma, tutti i nodi vengono al pettine quando è troppo tardi.

Mose al centro di un possibile caso di danno erariale

Come se non bastasse il Mose è finito al centro anche di un possibile caso di danno erariale. Il motivo? Le cerniere della struttura, che si trovano in fondo al mare, sarebbero a rischio corrosione. L’opera potrebbe andare a pezzi ancora prima di entrare in funzione. Nel progetto originario era stata preventivata una durata di cento anni. Ne sono passati, ovviamente, molti di meno. Il caso è arrivato negli uffici della Procura della Corte dei Conti del Veneto che dovrà valutare se ci siano in effetti gli estremi per procedere con l’accusa di danno erariale per colpa grave.

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ultimo aggiornamento: 15-11-2019


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