Venezia, il grande test del Mose: si alzano le dighe, la Laguna isolata dal mare. Presenti Conte e la De Micheli. Preste dei no Mose.

Giornata storica a Venezia, dove va in scena il grande test di sollevamento del Mose. Per la prima volta dalla posa della prima pietra dell’opera, avvenuta 17 anni fa, per la prima volta la struttura isolerà la Laguna difendendola dal mare.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha premuto il pulsante di invio iniziando così la prova di innalzamento delle dighe del Mose.

Il test si è concluso con successo: le settantotto paratoie si sono chiuse isolando la Laguna dal mare aperto.

Venezia, il test di sollevamento del Mose

In occasione del test di sollevamento del Mose si sono recati a Venezia il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la Ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Presenti anche Federico D’Incà, il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco Luigi Brugnaro.

Per noi la legalità è immanente, è intrinseca […]. Non ho organizzato io la cerimonia […]. Per noi la legalità è essenziale. L’Italia ha bisogno di correre. Per correre dobbiamo accelerare la misura […]. I commissari nominati dall’Anac? Per me i presidi di legalità rimarranno”, ha dichiarato il premier Conte rispondendo alle domande della stampa.

Conte ha parlato anche del caso Autostrade: “Nei prossimi giorni si completerà la procedura di revoca che è in corso […]. Ieri c’è stato un incontro presso il Mit durante i quali i tecnici del Ministero hanno presentato alla controparte le ragioni per le quali la proposta non è accettabile. Quindi o arriva in extremis una proposta alla quale il governo non potrà dire di no oppure si procede con una revoca”.

Parlando del test del Mose, il Presidente del Consiglio ha parlato della data: “Non l’ho decisa io la data, ci saranno occasioni per fare test in condizioni più avverse dal punto di vista marittimo […]. Capisco le proteste ma adesso siamo nell’ultimo miglio. Sarebbe assurdo non auspicare che i test funzionino. Il nostro interesse è tutelare Venezia”.

Il premier Conte ha parlato anche della proroga dello stato di emergenza per quanto riguarda il tema coronavirus.

“Se non prorogassimo lo stato di emergenza non avremmo la possibilità di intervenire, ragionevolmente procederemo con la proroga”.

Un piano emergenziale

Non si tratta di una inaugurazione dell’opera, che sarà completata tra più di un anno, secondo il programma dei lavori. Si tratta di un test per verificare l’efficacia della struttura in caso di emergenza.

Anche negli scorsi mesi l’acqua alta ha messo in ginocchio la città di Venezia. L’intenzione è quello di mettere a punto un piano emergenziale in grado di difendere la città dal fenomeno dell’acqua alta.

Il piano è quello di azionare le dighe già il prossimo autunno ma solo in caso di emergenza, quindi di maree eccezionali. Insomma, un modo per provare a limitare i danni e iniziare a dare un senso ad un’opera da decenni al centro delle polemiche.

Mose Venezia
Mose Venezia

Le proteste dei No Mose

Anche nel giorno del grande test non mancano le polemiche. I contestatori hanno manifestato con un corteo sull’acqua. I dubbi sull’opera sono tanti. C’è chi la ritiene ormai vecchia e c’è chi evidenzia come i test siano sempre stati fatti in condizioni di mare calmo. E resta la domanda: con il mare agitato le barriere reggeranno alla violenza delle onde? Ovviamente non mancano le critiche legate al costo dell’opera (6 miliardi circa) al quale si aggiungono i costi per la manutenzione.

Di seguito il video pubblicato da Local Team

Perchè vaccinarsi contro l'influenza? Pro o contro

TAG:
cronaca evidenza mose Ultima Ora venezia

ultimo aggiornamento: 10-07-2020


Allarme dalla Cina, ‘Una nuova polmonite più mortale del coronavirus’. Kazakistan smentisce

I Benetton potrebbero cedere il controllo di Autostrade