Venezuela, Salvini: Maduro un delinquente. Guaidò: Di Battista ignorante

Venezuela, Salvini: Maduro un delinquente. Guaidò: Di Battista ignorante

Venezuela, Salvini: Maduro affama, incarcera e tortura il suo popolo. Guaidò: Di Battista non lo conosco, questo signore dice cose incomprensibili, io non lo conosco.

Prosegue la crisi venezuelana e il governo italiano inizia a dimostrare le prime crepe significative. L’ala pentastellata temporeggia in attesa di elezioni libere ma non sembra intenzionata a riconoscere Guaidò, che invece ha incassato il favore di Matteo Salvini.

Venezuela, Salvini: C’è un presidente illegale e c’è una comunità che ha diritto di votare liberamente

Dure le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini nei confronti di Nicolas Maduro. “Non c’è nessuno che si è autoproclamato, gli americani, gli alieni o i salviniani. C’è un presidente illegale e c’è una comunità che ha diritto di votare liberamente, e io penso soprattutto al milione di italiani o discendenti di italiani che aspetta libertà“, ha dichiarato il Ministro dell’Interno.

“Affama, incarcera e tortura il suo popolo. Spero in elezioni libere e democratiche il prima possibile. Sono vicino ai milioni di italiani, e discendenti di italiani, che vivono, resistono e soffrono in Venezuela“, ha proseguito il vicepremier.

Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial/

Guaidò: Non capisco la posizione italiana. Di Battista? Non lo conosco, dicono che è un politico influente da voi…

Dure le dichiarazioni di Guaidò che ha parlato della questione italiana attaccando Alessandro Di Battista.

Io questo signore non lo conosco, mi dicono che è un politico influente da voi… Dice cose incomprensibili, compara processi che non sono comparabili. Quello che sta succedendo qui è molto più profondo, complesso. Farne solo una questione di petrolio significa non conoscere le cose di cui si parla“.

“In questi giorni sto parlando con molti italiani. Mi tengo in contatto con Salvini, e frequento gli italo venezuelani. Il mio stupore nei confronti della posizione dell`Italia è anche il loro. Non prendere posizione in un momento come questo per noi equivale a schierarsi con l’oppressore“.