Venezuela, Lopez: “Non torno indietro, non ho paura del carcere”. L’ambasciata spagnola non lo consegna a Maduro

Il leader dell’opposizione al regime di Maduro, Leopoldo Lopez, è “ospite” dell’ambasciata spagnola a Caracas. La Corte Suprema ne ha ordinato l’arresto.

CARACAS – La Corte Suprema del Venezuela ha spiccato un ordine di arresto nei confronti di Leopoldo Lopez, uno dei leader dell’opposizione al regime di Maduro. Il coordinatore del partito Voluntad Popular stava scontando una pena a 13 anni agli arresti domiciliari. Il tribunale ha reso noto di aver revocato nei suoi riguardi il beneficio degli arresti domiciliari, e di aver chiesto al Servizio bolivariano di intelligence nazionale (Sebin) di catturarlo.

La protezione della Spagna

Leopoldo Lopez, è stato liberato lo scorso 30 aprile da soldati fedeli a Juan Guaidò, capo del Parlamento e autoproclamato presidente del Venezuela. Attualmente, Lopez si trova all’interno dell’ambasciata spagnola di Caracas, come “ospite”. Le autorità diplomatiche iberiche hanno comunicato che non consegneranno l’uomo alla giustizia venezuelana.


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Le parole di Lopez

Leopoldo Lopez, proprio dall’ambasciata spagnola, ha dichiarato: “Non ho paura né del carcere né di Nicoolas Maduro. Il carcere è un inferno ma non ne ho paura; non ho paura di Maduro, non ho paura della dittatura“. Il 48enne ha poi sottolineato che non è rientrato a casa poiché lo avrebbero portato nuovamente nel carcere militare di Ramo Verde. Infine, Lopez ha sostenuto l’azione di Guaidò, la quale “ha causato una frattura nel regime: si è aperta una crepa e questo è un colpo alla Forza armata“.

ultimo aggiornamento: 03-05-2019

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