Verso il derby: la carriera rossonera e nerazzurra di Thomas Helveg

Scudetto, Champions e Coppa Italia con il Milan, delusioni all’Inter. Le emozioni meneghine del difensore danese pupillo di Zaccheroni.

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Thomas Helveg Milan – Ci sono giocatori che lasciano un’impronta nella storia dei club in cui militano anche passando in fin dei conti in sordina. Calciatori che vengono dimenticati dai più, ma restano nel cuore dei tifosi più coriacei, quelli che si legano ai propri idoli anche se vestono la propria casacca per una sola stagione, un solo mese, una sola partita. In questa categoria possiamo inserire Thomas Helveg, ex difensore danese che fu portato in Italia dall’Udinese, ma riuscì a imporsi veramente solo dopo il trasferimento al Milan. Quando c’è aria di derby ci si ricorda anche di lui, ennesimo protagonista di quella storia chiamata ‘Salto del Naviglio’, ovvero il passaggio diretto dal Milan all’Inter, o viceversa. Ripercorriamo allora insieme al carriera rossonerazzurra del Leone sordo di Zaccheroni.

Thomas Helveg Milan: storia di trionfi senza protagonismi

Uno dei periodi più floridi per la storia dell’Udinese coincidette con la metà degli anni ’90. Non è un caso che da quella squadra bianconera fiorirono molti campioni poi approdati in grandi italiane ed europee. Tra questi Oliver Bierhoff, ma non solo. Anche Thomas Helveg, difensore danese, seguì Alberto Zaccheroni nel suo trasferimento dal Friuli al Milan, dove il tecnico era chiamato a ripetere il successo bianconero arrivando però a un obiettivo minimo chiamato scudetto. Sotto la guida di Zac, anche in rossonero Helveg divenne subito protagonista, anche senza mai convincere appieno il presidente Berlusconi che, dopo un derby finito in parità, dichiarò: “Sapete cosa mi ha ricordato Helveg? La favola del leone sordo. Un uomo si mette a suonare il violino nella giungla e cattura l’attenzione di un leone. Poi arriva un altro leone e un altro ancora. L’attenzione è alta, i leoni fanno la coda fino ad arrivare a un centinaio. Tutti a bocca a perta, affascinati. L’esibizione è al culmine quando, in notevole ritardo, si presenta trafelato l’ultimo leone. Si avvicina con rabbia e grinta all’uomo e lo sbrana“. Nonostante queste bocciature, Helveg riuscì comunque a restare nel gruppo dei titolari e a contribuire al trionfo del Zac, che vinse al primo colpo un sofferto scudetto. Tra alti e bassi Helveg continuò a vestire la casacca rossonera fino all’esonero di Zaccheroni, nel 2001. Il danese venne quindi venduto all’Inter nell’operazione Domoraud, rimanendo però in prestito al Milan. Le ultime stagioni rossonere, da comprimario, riuscirono a farlo fregiare del trionfo in Champions League del 2003, l’ultimo acuto di questa fase della sua carriera, conclusa con 146 presenze e 2 reti.

Thomas Helveg all’Inter

Nell’estate del 2003 il Leone passò dunque all’Inter, dove ritrovò Zaccheroni, subentrato a Cuper nel mese di ottobre. Qui il danese riuscì a ritagliarsi un nuovo spazio da protagonista, anche se la stagione si concluse con un quarto posto non brillante. Ad impreziosire quell’annata fu soprattutto l’acuto londinese della vittoria nell’esordio di Champions contro l’Arsenal ad Highbury. I nerazzurri furono la prima squadra italiana ad espugnare il leggendario stadio dei Gunners, tanto da conquistarsi la nomea di Leoni di Highbury’. Nulla di nuovo per il felino danese, che lasciò la squadra nerazzurra l’anno successivo per proseguire la propria carriera tra Inghilterra e Germania, ultime tappe prima del ritorno in Danimarca e dell’inevitabile ritiro.