Niente accordo nella maggioranza sul ddl Zan. La resa dei conti il 13 luglio in Senato. E si rischia la bocciatura del provvedimento.

ROMA – Niente accordo nella maggioranza sul ddl Zan. L’ultimo vertice si è concluso con la fumata nera e la resa dei conti ci sarà in Senato il prossimo 13 luglio. Nelle ultime ore ci sono stati tentativi di rinviare la calendarizzazione del provvedimento di 24 ore oppure di spostare il voto al 20 per trovare un accordo, ma da parte del Pd e del M5s nessuna intenzione di fare un passo indietro.

Il decreto, dunque, si voterà molto probabilmente a Palazzo Madama il 13 luglio ed è alto il rischio di una bocciatura del provvedimento. Una settimana che potrebbe vedere il premier Draghi in campo per trovare un compromesso, ma la rottura sembra essere davvero vicina.

Bocciata la sintesi di Ostellari

L’ultimo tentativo per trovare un accordo è stato fatto da Andrea Ostellari. Come riferito dall’Adnkronos, il presidente della Commissione Giustizia ha consegnato un testo di sintesi sulle proposte di modifica presentate da alcuni partiti. Un documento che vedeva la cancellazione dell’identità di legge e soprattutto la variazione dell’articolo 1 che non prevede più definizioni ma finalità della legge.

Il resto è stato condiviso anche da Italia Viva e da Autonomia, ma è arrivato il no di M5s, Pd e LeU. Da qui la rottura definitiva e la decisione di arrivare in Aula senza accordo.

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Il ddl Zan rischia di non passare

Il voto in Aula, se non ci saranno delle svolte improvvise nelle ultime ore, è previsto per il 13 luglio. E’ possibile a questo punto una fumata nera soprattutto in caso di voto segreto. Nei prossimi giorni non si esclude la possibilità di un intervento da parte del premier Draghi per trovare un compromesso ed evitare un passo falso che rischia di mettere in difficoltà la maggioranza.


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