Vespa Corsa Circuito: il fascino della pista

Nel dopoguerra la smania di gareggiare era tanta, si correva con tutto, anche con gli scooter. Per le competizioni la Piaggio allestì una versione speciale ancora oggi di grande fascino.

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Realizzata nel 1947, la Vespa Corsa Circuito fu allestita in piccola serie dal reparto competizioni Piaggio per prendere parte alle gare di velocità riservate agli scooter. La Casa distribuiva queste versioni speciali ai propri concessionari che a loro volta si dilettavano a elaborarle.

Il tubo di sterzo e relativa sospensione erano montati sulla destra, soluzione che sarà poi adottata sulla 125 di serie del 1948. L’ammortizzatore era a frizione registrabile. Il parafango anteriore era aderente e stretto per ottimizzare il coefficiente di penetrazione. Il serbatoio, maggiorato, era dotato di tappo ad apertura rapida.

Il manubrio, stretto e cromato, aveva una forma particolare. La carrozzeria, di ridotte dimensioni, era interamente costruita a mano su un telaio d’acciaio e risultava particolarmente aerodinamica. Erano stati eliminati sia l’impianto d’illuminazione sia il claxon.

D’effetto il motore, ben in vista, e fornito di un appariscente scarico a megafono. La Circuito era fornita di sospensione posteriore a balestra a sfoglie d’acciaio e montava pneumatici Pirelli tipo corsa da 3,50 ラ 8.

L’esemplare presentato fu realizzato nel 1948. Il motore, con carburatore maggiorato e scarico libero, venne direttamente elaborato dalla Casa di Pontedera, ha una cilindrata di 124,85 cc e sviluppa una potenza di 6 CV a 6000 giri/min., ciò che gli consente di raggiungere una velocità massima di 95 km/h.

Le Vespa da corsa sono estremamente rare e si può dire che non ce ne sia una uguale all’altra, visto che spesso la loro trasformazione era lasciata all’estro dei concessionari.

@foto EC Editing

Una Vespa da corsa in azione sul circuito Santa Monica in Venezuela.
Una Vespa da corsa in azione sul circuito Santa Monica in Venezuela.
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Il serbatoio maggiorato è fornito di tappo ad apertura rapida e cuscino per il pilota.
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Il caburatore è un Dell’Orto con diffusore da 22 mm. Il motore è in piena vista per la massima accessibilità.
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il comando del freno posteriore è a pedale. Le Vespa da corsa erano prive della leva della messa in moto.
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Lo scarico è libero. All’epoca nessuno si poneva il problema della rumorosità e della fumosità.