Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse “La Finale”

La Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse “La Finale” chiude la serie limitata a 450 esemplari della più straordinaria vettura Bugatti dell’era moderna. Tutti gli esemplari sono stati venduti.

Nello stand Bugatti, al recente Salone di Ginevra, erano una a fianco all’altra: la prima Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse, la N 1, e la N 450, a simboleggiare i 450 esemplari (300 coupé e 150 decapottabili) tutti venduti, di una vettura assolutamente incredibile che in dieci anni ha monopolizzato la scena di quelle che oggi definiamo hypercar. Senza tema di smentita possiamo affermare che la Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse è stata la prima a meritare tale appellativo ed è ancora l’indiscussa regina di questo ristretto esclusivo cenacolo. Il suo record mondiale di velocità, 431,072 km/h, è tutt’ora imbattuto. Ineguagliati anche i 1200 cavalli sviluppati dal suo mostruoso propulsore W16 8 litri, in grado di sviluppare una incredibile coppia di 1500 Nm e di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi.

Quando fu concepita ad inizio secolo gli obiettivi erano chiari: realizzare una vettura dotata di un motore capace di sviluppare oltre 1000 CV, in grado di viaggiare a 400 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi. Ma anche capace, e questa forse fu la sfida più difficile, di portare il proprietario e l’eventuale ospite a l’Opéra nel massimo lusso e comfort. Per raggiungere tali obiettivi non si badò a spese. Il risultato fu una vettura unica ed esclusiva che risvegliò immediatamente l’interesse dei grandi collezionisti, affascinati di poter possedere una Bugatti moderna e ultra tecnologica, ma con quel “profumo” e spirito che fecero grandi i capolavori di Ettore e Jean Bugatti. Ad ogni proprietario fu data la possibilità di intervenire sul colore della carrozzeria e sugli allestimenti, ottenendo di fatto 450 pezzi unici da collezione.

Il collezionista della Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse “La Finale”Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse “La Finale”, ha accettato di buon grado di lasciare ai designer della Casa il compito di “vestire” l’ultima Veyron, già solo per questo la più esclusiva delle esclusive. I designer si sono ispirati alla prima Veyron. La carrozzeria in carbonio ne riprende la livrea bicolore che a sua volta richiama alla mente quella delle Bugatti anni Venti e Trenta. Le zone a vista tra le porte e le prese d’aria laterali sono color nero. Le altre parti del “vestito” rosse. È la prima volta che si riesce a ottenere un simile effetto sulle componenti in carbonio di una vettura. Caratteristica inusuale per una Veyron il nome della Grand Sport Vitesse è stato scritto all’esterno. Il monogramma “La Finale”, ripetuto due volte, sottolinea l’esclusività dell’esemplare. In entrambi i casi è dipinto in “rosso italiano” il logo EB e il monogramma 16.4 in rilievo. Anche le razze dei cerchi riprendono il tema rosso-nero. Spicca in rilievo il celebre elefante Bugatti dipinto in nero. Fu ideato da Rembrandt Bugatti, fratello di Ettore e talentuoso scultore. La scultura troneggiò in seguito sul tappo del radiatore della Type 41 Royale e divenne il simbolo della Casa. Sulla “La Finale” la ritroviamo sui tappi dei serbatoi dell’olio e del carburante.

Anche l’arredamento interno della La Veyron 16.4 Grand Sport Vitesse “La Finale” riprende quello della Numero 1. L’interno è interamente rivestito in pelle colore “Silk”, un beige chiaro estremamente raffinato ed elegante. A diversità della 1 per la 450 si è optato per l’effetto bicolore, scegliendo un rosso carico, definito “Hot Spur” per i braccioli, la plancia di bordo, i pannelli laterali dei sedili e la corona del volante con impuntura beige. Il carbonio a vista color rosso è presente anche nell’abitacolo, dando all’insieme un effetto raffinatamente sportivo. Il bassorilievo dell’elefante fuso in bronzo con il monogramma 450/450 orna lo sportello che nasconde il vano portaoggetti, incastonato tra i due sedili.

Ultima nota, il prezzo di un esemplare si aggira intorno ai 2,3 milioni di euro.

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ultimo aggiornamento: 27-03-2015

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