Vigili del fuoco morti ad Alessandria, il processo. Le motivazioni depositate ad un anno dalla tragica morte dei pompieri.

Ad un anno circa dalla tragedia dei tre vigili del fuoco morti ad Alessandria in una cascina fatta esplodere da Gianni Vincenti per incassare i soldi dell’assicurazione, il processo ancora non è concluso. Evidentemente rallentato anche dall’emergenza coronavirus. A pochi giorni dal primo anniversario sono state depositate le motivazioni che hanno fatto discutere.

Vigili del Fuoco morti ad Alessandria: cosa è successo

Il caso è quello dei tre vigili del fuoco morti nel novembre del 2019. Morti in una cascina fatta saltare in aria dal proprietario, Gianni Vincenti, che voleva incassare i soldi dell’assicurazione. La struttura è stata fatta saltare in aria con cinque bombole di gas fatte esplodere con un timer.

Vigili del Fuoco
Vigili del Fuoco

Il processo

Ad un anno di distanza, il processo per la morte dei tre vigili del fuoco ancora non è chiuso. Ma a pochi giorni dall’anniversario sono arrivate le motivazioni depositate e si parla di un atteggiamento imprudente da parte del vigile del fuoco Giuliano Dodero. Si tratta del caposquadra rimasto ferito nella tragica notte..

“Nella sua qualità di caposquadra [….] nonostante fosse stato informato dai carabinieri che gli immobili erano disabitati, ha dato disposizione agli altri membri di avvicinarsi e di farvi ingresso, in tale modo contribuendo, in maniera imprudente, al verificarsi dell’evento lesivo”.

A processo c’è il proprietario della cascina. L’uomo al momento del fermo ha comunicato di essere intenzionato a distruggere lo stabile per intascare i soldi dell’assicurazione ma ha sempre negato di voler causare la morte dei vigili del fuoco rimasti uccisi nell’esplosione.

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cronaca vigili del fuoco vigili del fuoco alessandria

ultimo aggiornamento: 13-11-2020


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