Viktor Orban: “Basta immigrazione, l’Ungheria non accetterà minacce dall’Ue”

Il premier magiaro Viktor Orban all’assemblea di Strasburgo: “Saremo condannati perché abbiamo deciso di non essere patria di immigrazione“.

Giornata importante per Viktor Orban e i rapporti tra Ungheria e Unione europea. Quest’oggi il premier magiaro ha parlato all’assemblea plenaria di Strasburgo. Queste le sue dichiarazioni, riportate dall’Ansa: “Voi vi siete già fatti un’idea su questa relazione, e il mio intervento non vi farà cambiare opinione, ma sono venuto lo stesso. Non condannerete un governo, ma l’Ungheria, che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia patria“.

Viktor Orban: “Non accetteremo minacce da pro-immigrazione

Il premier ungherese ha quindi continuato: “L’Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti dalle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario. Non accetteremo che le forze pro-migrazione ci ricattino, non cederemo al ricatto, difenderemo le frontiere e fermeremo la migrazione clandestina. Anche contro di voi se è necessario. Siamo noi a difendere le nostre frontiere e solo noi possiamo decidere. Vi dico che non accetto questa relazione e che le forze pro-immigrazione ci facciano dei ricatti sulla base di calunnie“.

Orban contro l’Ue: “Sta dando un colpo al dialogo costruttivo

La presa di posizione di Orban è netta: “Ho accettato compromessi sul sistema giudiziario ed elettorale, ma questa relazione vuole buttare alle ortiche accordi conclusi da anni. State dando un colpo grave al dialogo costruttivo“. Forte anche di appoggi da parte di altri governi, come quello italiano (almeno per quanto riguarda la parte verde del governo), il leader magiaro prova a forzare la mano contro le ingerenze dell’Unione europea sulla questione migranti.

Viktor Orban e Matteo Salvini
fonte foto https://www.facebook.com/salviniofficial/

Fonte foto copertina: stopeuro.news

ultimo aggiornamento: 11-09-2018

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