Montella alza bandiera bianca: ennesimo KO in uno scontro diretto. Higuain fa la differenza, Nikola Kalinic no, e gli errori vengono al pettine…

È il momento di tirare i bilanci in casa Milan, dove Vincenzo Montella, salvato dal caldendario, si è conquistato altri 180′ caldissimi. Sono volati quelli contro il Chievo dopo che Suso, prremiato dal modulo questa volta, ha fatto il Suso, sono stati lunghissimi e interminabili quelli contro la Juventus. Nei primi dieci minuti il tecnico ha messo in vetrina una squadra carica come una molla, aggressiva, ordinata, compatta, poi il serbatoio delle emozioni si è scaricato e il gap con i bianconeri si è visto tutto. La differenza l’ha fatta Higuain, è vero, ma tra il Milan e la Juve c’è una distanza considerevole e tra Montella e Allegri non c’è ancora storia nella gestione della gara e dei cambi.

E ora?

E ora le giustificazioni e le motivazioni – anche legittime – non bastano più a spiegare la classifica. Montella per la prima volta dall’inizio della crisi rossonera al termine della gara contro la Juve è parso sconfitto. Ha consegnato le armi, ha alzato bandiera bianca. Ha difeso la squadra e la prestazione esaltando Gonzalo Higuain ma il mordente e il fuoco negli occhi era ormai spento. Serve uno scossone in casa Milan e assume un significato diversi il contatto avvenuto nei giorni scorsi con Paulo Sousa, ora più vicino a una panchina… del Diavolo.

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ultimo aggiornamento: 29-10-2017


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