Vincenzo Montella si illude poi torna con i piedi per terra: Milan bocciato con il 3-4-2-1

Vincenzo Montella, il Milan ha bisogno di un nuovo abito: anche il 3-4-2-1 torna nell’armadio degli esperimenti falliti.

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Brutte notizie per Vincenzo Montella che in 180 minuti prima si illude di aver finalmente trovato l’abito giusto per questo Milan e poi si ritrova a fare i conti con la dura realtà: la strada è ancora dannatamente lunga e in salita. Il 3-4-2-1 disegnato dal tecnico rossonero nelle ultime settimane, infatti, continua a non risolvere i problemi di una squadra che incassa troppi gol senza riuscire a segnarne. La gara contro il Chievo sembrava aver rappresentato la svolta, e invece è stato solo ed esclusivamente un Suso Showla giornata di grazia di un giocatore che ha fatto brillare di luce riflessa tutta la squadra. E l’allenatore.

Suso
Suso

Coperta troppo corta o poche idee?

La domanda sorge spontanea. Dal passaggio alla difesa a tre il Milan è entrato in una crisi di gioco e risultati. Il primo nodo da sciogliere per Vincenzo Montella  stato quello legato proprio a Suso. Nel 3-5-2 lo spagnolo è stato reinventato seconda punta con risultati scarsi. Dopo un breve periodo trascorso in panchina il giocatore è tornato in campo con licenza di seguire il proprio istinto, poi inquadrato nel 3-4-2-1 che ha permesso all’ex Liverpool di tornare a splendere ma non ha risolto, anzi, i problemi della squadra. Con due trequartisti di ruolo in campo, il Milan perde la superiorità numerica nella zona mediana, esponendo la difesa alle continue ripartenze avversarie. Tra Fabio Borini, Lucas Biglia, Franck Kessié e l’Ignazio Abate di turno, solo Kessié è un recupera-palloni di ruolo.

FRANK KESSIE craiova-milan 0-1
FRANK KESSIE

Come se non bastasse, il ricorso a un’unica punta di ruolo ha riaccentuato la crisi realizzativa di una squadra che pensava di aver risolto il suo mal di gol cedendo Carlos Bacca e acquistando Nikola Kalinic. Mai pensiero fu più sbagliato…