Gerusalemme, scontri dopo la decisione di Trump: 2 morti e 750 feriti

Il riconoscimento ufficiale di Gerusalemme come capitale d’Israele da parte di Trump ha scatenato le reazioni dei palestinesi. Hamas ha chiamato all’intifada. Sul terreno si contano due morti e centinaia di feriti.

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ISRAELE – E’ di due morti e 750 feriti il primo bilancio dopo gli scontri e le violenze scoppiate nei Territori e nella Striscia di Gaza in seguito alla decisione di Donald Trump di spostare la sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme, quale riconoscimento ufficiale a status di capitale di Israele.

Nuova Intifada?

Hamas ha chiamato i palestinesi all’Intifada e dalla Cisgiordania a Gaza e lungo tutto il confine israeliano ci sono state sommosse violente. A Gaza un palestinese è morto negli scontri con l’esercito di Gerusalemme. Israele ha messo in campo anche i caccia: un’altra vittima è stata registrata in seguito a un bombardamento. La Mezzaluna rossa ha riferito che ci sarebbero circa 750 feriti, molti dei quali in Cisgiordania. Dalla Striscia di Gaza, verso il sud di Israele, sono stati lanciati diversi razzi: uno di questi è stato intercettato dal sistema Iron Dome. Un missile ha colpito un’auto senza provocare alcuna vittima. Gli israeliani hanno reagito colpendo una base di Hamas.

Trump invita alla calma

Dalla Casa Bianca, un portavoce dell’Amministrazione Trump ha dichiarato: “Il presidente spera che le voci della speranza prevalgano su coloro che diffondono l’odio“. Dall’Onu, nel frattempo, è giunta la condanna nei confronti dell’atto compiuto dal presidente americano, ribadendo che Gerusalemme deve essere la capitale di due Stati.