Violenza nell'ascensore della Circumvesuviana, la vittima: "Temo vendette"

Violenza nell’ascensore, la vittima: Non c’è giustizia, ora temo la vendetta

Violenza nell’ascensore della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano (Napoli), scarcerati due dei tre ragazzi fermati. La vittima: Temo ripercussioni.

Sono decisamente toccanti le parole della ragazza che ha denunciato di essere stata violentata nell’ascensore di una fermata della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano, Napoli. La ragazza sarebbe stata aggredita da alcuni conoscenti che avrebbero già tentato in precedenza di abusare di lei. I fatti si sarebbero consumati nell’ascensore, poi la giovane si è accasciata su una panchina dove è stata soccorsa da un passante.

Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate all’interno della stazione gli inquirenti hanno identificato tre sospettati, arrestati dopo gli interrogatori di garanzia. Due dei tre sono poi stati scarcerati spingendo la vittima dell’aggressione a esprimere le proprie preoccupazioni e il proprio dolore.

I motivi della scarcerazione

A spiegare i motivi della scarcerazione di due dei tre fermati è stata proprio la ventiquattrenne: “Scarcerati per il mio atteggiamento iniziale di benevolenza verso quei ragazzi. Si vede dai filmati, ma io non l’ho mai nascosto. Si sono avvicinati chiedendomi scusa per avermi seguita fino a casa giorni prima e io gli ho creduto“.

Polizia
Fonte foto: https://www.facebook.com/poliziadistato.it

Le parole della vittima dell’aggressione nell’ascensore della Circumvesuviana

La ventiquattrenne ha voluto esprimere il suo dolore e le sue preoccupazioni per la scarcerazione di due persone che erano con lei nell’ascensore durante i minuti della violenza.

Ora ho paura, quel giorno sono caduta in una trappola. Più di quello che ho subito, mi fa male ciò che è successo dopo: quando ti accorgi che non c’è giustizia, il dolore diventa insopportabile“, ha fatto sapere la giovane intervistata da La Repubblica. “Ero sola con i miei tre carnefici, in quell’ascensore. C’è però un momento in cui avrebbero potuto aiutarmi: quando le porte dell’ascensore si sono aperte e uno di loro mi è venuto incontro, abbracciandomi, perché avevo i pantaloni abbassati. Ecco, se le persone si fossero soffermate un attimo a osservare la scena, forse si sarebbero rese conto che ero completamente inerme“.

“Non si aspettavano che li avrei denunciati. Non abitiamo distanti, potrei facilmente incrociarli di nuovo. È un peccato che, pur essendoci tutte queste prove, non sia stato preso in considerazione quello che ho detto”.

Il messaggio alle ragazze: “Dico di non aver paura a denunciare”

Nonostante le difficoltà incontrate e il grande dolore, la giovane ha voluto mandare un messaggio di speranza alle ragazze:

“Alle ragazze dico di non avere paura di denunciare, mentre invito i ragazzi che violentano a usare la ragione, non l’istinto”.

ultimo aggiornamento: 31-03-2019

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