Casal Bruciato, la sindaca Raggi in difesa della famiglia rom: Hanno diritto all’alloggio

Tensione a Casal Bruciato. La sindaca Raggi è stata duramente contestata dai manifestanti durante la visita alla famiglia rom.

ROMA – Le proteste a Casal Bruciato non si fermano. I manifestanti continuano a chiedere alla famiglia rom di lasciare la casa assegnata dal Comune di Roma. Attimi di tensione all’arrivo della sindaca Virginia Raggi che è stata duramente contestata dalle persone che stanno protestando.

L’inquilina del Campidoglio ha fatto visita alla famiglia di quattordici persone e all’uscita ha confermato la decisione presa nei giorni scorsi: “Questa famiglia – dichiara la sindaca ai giornalisti presenti e citata da La Repubblicarisulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è in questa società che dobbiamo continuare a vivere“.

Virginia Raggi contestata a Casal Bruciato, i manifestanti: “Salvini, Salvini”

Dure le contestazioni alla sindaca Virginia Raggi durante la visita alla casa popolare assegnata ai rom. Due cordoni di polizia hanno dovuto scortare la prima cittadina dal gruppo di trenta persone che si era appostato sotto l’appartamento per continuare la propria protesta.

Insulti e offese sessiste per l’inquilina del Campidoglio e per la famiglia rom che ormai da oltre due giorni si trova sotto assedio. Un gruppetto di donne ha gridato: “Salvini, Salvini“.

Virginia Raggi
fonte foto https://www.facebook.com/virginia.raggi.m5sroma/

Proteste a Casal Bruciato, uno dei manifestanti si difende: “Non ho mai detto ti stupro”

Sulla vicenda di Casal Bruciato sono in corso le indagini della Digos. Gli inquirenti sono entrati in possesso di alcune immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare alcuni responsabili dei presunti insulti ad una donna nomade.

Tra i possibili responsabili c’è anche un giovane romano che si difende ai microfoni di La Repubblica: “Io non ho mai detto ‘ti stupro’. Ho detto tante brutte parole e mi scuso per questo ma in quel momento non si ragionava bene. Io non iscritto a nessun partito ma sono un semplice cittadino. Ho preso parte a determinate azioni di CasaPound ma non sono un loro militante“.

ultimo aggiornamento: 09-05-2019

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