Turchia, vittoria di Erdogan alle elezioni anticipate: gli osservatori vedono il rischio di una dittatura mascherata da democrazia, l’opposizione parla di brogli elettorali.

Elezioni in Turchia, Erdogan senza rivali. Con il 52% dei voti il capo dello stato uscente si appresta a celebrare ufficialmente la sua rielezione alla guida del paese, una rielezione che fa però discutere per due motivi: il primo è rappresentato dai larghissimi poteri che gli saranno conferiti alla luce del nuovo sistema elettorale, mentre il secondo è dato dallo spettro dei brogli elettorali.

Elezioni in Turchia, lo spettro dei brogli sulla vittoria di Erdogan

Dall’opposizione parlano di una competizione non equa, ma difficilmente saranno organizzate azioni legali. Erdogan vince al primo turno e la sua coalizione mantiene la maggioranza in Parlamento, due fattori che spingono molti osservatori a parlare del rischio di una dittatura mascherata pronta a insediarsi in Turchia. Grande protagonista di queste elezioni anticipate è stato l’Mhp, vincitore indiscusso della battaglia elettorale.

Recep Tayyp Erdogan

Le sfide del nuovo governo turco

Di tutt’altra opinione è ovviamente Erdogan, il quale ha parlato di una vittoria della democrazia parlando del risultato (quasi) ufficiale delle elezioni. Nel futuro della Turchia ci sono altri cinque anni nel segno di Erdogan che godrà di poteri quasi assoluti ma che dovrà fare i conti con un paese che, come dimostrato dalle percentuali, è di fatto di diviso a metà tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori.

Il nuovo esecutivo dovrà agire innanzitutto per risolvere la situazione economica della Turchia dopo il crollo della lira che è arrivata a perdere il 20%.


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