Il caso legato a Ilaria Salis e Ivan Bonnin continua a far discutere. Il commento di Vittorio Feltri che non perdona l’europarlamentare.
Ilaria Salis ha spiegato che Ivan Bonnin non sarebbe il suo fidanzato. Eppure, la vicenda che ha coinvolto l’eurodeputata con Avs continua a non convincere. La donna, insieme all’assistente e collaboratore, ha subito una perquisizione in albergo generando non poche reazioni. Sul tema si è espresso molto duramente anche Vittorio Feltri che non le ha mandate a dire.

Il caso Ilaria Salis e Ivan Bonnin: parla Feltri
Rispondendo ad un lettore de Il Giornale, Vittorio Feltri si è trovato a commentare il caso Ilaria Salis e Ivan Bonnin. I due si trovavano insieme nella stanza di albergo di Roma durante la perquisizione subita dalla polizia prima della manifestazione No Kings. Una situazione che ha fatto molto discutere e che la diretta interessata ha provato a giustificare spiegando, tra le altre cose, che Bonnin non sarebbe il suo compagno ma solo un assistente e collaboratore che si sarebbe semplicemente “appoggiato” a lei condividendo la stanza in quella occasione.
Proprio il termine “appoggiato” ha fatto inalberare Feltri. “La scena è quasi comica, se non fosse che riguarda istituzioni serie. Un assistente che si appoggia, non si sa bene dove, né come, né per quanto tempo. Si appoggia e resta. Una formula che sembra uscita più da un gergo condominiale (magari occupato) che da una spiegazione fornita da un’eurodeputata”, ha detto il giornalista.
La gravità della parola “appoggio”
Feltri ha quindi rincarato la dose: “Ora, io vorrei fare un piccolo esercizio di fantasia, che poi fantasia non è, ma semplice logica. Proviamo a invertire i ruoli. Immaginiamo un deputato, quindi un uomo, trovato in camera con la propria assistente. E immaginiamo che, interrogato, risponda questi candidamente: Si è appoggiata. […] Quanto tempo passerebbe prima che qualcuno ne invochi le dimissioni, urlando allo scandalo e denunciando il patriarcato, l’abuso di potere, la relazione squilibrata, la subordinazione sessuale. Ore? Minuti? Forse secondi. E invece qui, miracolosamente, tutto si riduce a una questione di appoggio”.
Il giornalista ha quindi sottolineato il concetto di decoro istituzionale e la necessità di comprendere come non ci si possa comportare come si voglia. “[…] Chi ricopre un ruolo pubblico non può permettersi di muoversi come se fosse fuori da ogni regola […]”, ha detto.
Dopo aver fatto una menzione anche sui “piccolo precedenti” di Bonnin, Feltri ha quindi concluso: “[…] A questa gente che sulla cosa pubblica si pulisce le suole delle scarpe dopo avere camminato nel fango andrebbe ricordato che le istituzioni non sono un divano su cui accomodarsi e non sono nemmeno un appartamento da occupare per evitarsi il fastidio di pagare la locazione o il costo delle proprie responsabilità . Già , cara Salis, le istituzioni non sono un posto dove appoggiarsi“.