Vittorio Feltri critica le Olimpiadi e i fischi ad Israele
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

“Il primato dell’ipocrisia”: Feltri non perdona neppure le Olimpiadi

Vittorio Feltri in tv

Critico e pungente come sempre, Vittorio Feltri non ha lasciato scampo neppure alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Ecco il motivo.

Non solo le manifestazioni controverse contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 con annessi scontri con le forze dell’ordine. A far storcere il naso a Vittorio Feltri, in merito ai Giochi, è stata anche un’altra cosa. In particolare, il giornalista ha fatto notare cosa sia accaduto durante la cerimonia d’apertura con focus sui fischi arrivate alla Nazionale di Israele.

Vittorio Feltri seduto
Vittorio Feltri – newsmondo.it

Feltri: le Olimpiadi e gli scontri

Nel suo recente editoriale per Il Giornale, Vittorio Feltri ha commentato la partenza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e non ha potuto non esprimersi anche sugli scontri avvenuti tra polizia e manifestanti ad un corteo contro i Giochi. “Lo ammetto. Sono sconcertato. E lo affermo con sincero rammarico, perché a una certa età si dovrebbe essere vaccinati contro l’indecenza. E invece no. Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni supera perfino le più pessimistiche aspettative”, ha esordito.

“Attenzione. Non mi riferisco soltanto a quanto accaduto a Torino, dove agenti delle forze dell’ordine sono stati presi a martellate da gruppi organizzati di violenti, ma a ciò che è seguito dopo. Qualcosa di ancora più grave. Ancora più rivelatore. I cori non si sono levati in difesa dei poliziotti aggrediti, bensì a favore di chi li ha picchiati. E contro lo Stato. Contro il governo. Accusato, manco a dirlo, di fascismo. È una scena che definire oscena è poco […]”.

“Il capolavoro dell’ipocrisia”

In questo senso, Feltri ha spiegato quello che per lui è stato il vero “capolavoro dell’ipocrisia” verificatosi ai Giochi fino ad ora. “La squadra israeliana viene fischiata. Fischiata. Come se rappresentasse uno Stato colpevole di un genocidio che non esiste, dopo aver subito un sanguinario attentato terroristico, quello del 7 ottobre. Fischi anche al vicepresidente degli Stati Uniti, cioè a una democrazia […]”.

A rendere il quadro ancora peggiore, secondo il giornalista, il fatto che nessun fischio sia, invece, arrivato per la Nazionale dell’Iran: “[…] Nessuna indignazione. Eppure parliamo di un regime, quello iraniano, che sta trucidando il proprio popolo, impiccando dissidenti, reprimendo con il sangue chi chiede libertà elementari. Un genocidio vero, quotidiano, documentato. Ma su questo cala un silenzio assordante. Vergognoso […]”.

Queste situazioni, secondo Feltri non sono state giudicate nello stesso modo dalla sinistra e anche dagli stessi manifestanti che si sono resi protagonisti di episodi violenti e contro la legge. “[…] Penso sia giunto il tempo di guardare in faccia la realtà. La guerriglia quotidiana che ha luogo sul nostro territorio ha un nome preciso. Si chiama terrorismo rosso. Cavi ferroviari tranciati. Ordigni piazzati. Attacchi sistematici alle forze dell’ordine. Uso delle armi. Ma guai a chiamarlo con il suo nome. La sinistra non vuole. Preferisce parlare di protesta, di disagio, di resistenza. Di antifascismo. Di ecologismo. Di pacifismo. Ecco il punto: questi non sono manifestanti. Sono violenti organizzati […]”.

Stando a Feltri, adottare determinati comportamenti e criticare solo chi si vuole porta ad un’unico risultato, ovvero l’ipocrisia: “La sinistra, che perde sempre, stavolta ha vinto. Sì. Ha vinto. Ma non una vittoria di civiltà. Ha vinto la medaglia d’oro dell’ipocrisia”.

Leggi anche
Nubi all’orizzonte per il Principe William: “Posso confermarlo, è preoccupato”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2026 12:11

Nubi all’orizzonte per il Principe William: “Posso confermarlo, è preoccupato”

nl pixel